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Gita a Perugia, Assisi e Gubbio

Organizzata dal gruppo San Pietro Seriole di Asola, capitanati dalla simpatica coppia Katia e Massimo e dalla guida signora Carla, con gitanti provenienti da vari paesi mantovani, bresciani e perfino lodigiani, il pullman della tre giorni in Umbria è partito di buonora, un po’ assonnato, alla volta di Perugia, per la nostra gita culturale- religiosa- gastronomica. Tre giornate nelle colline umbre, ricche di boschi, vallate con prati dalle molteplici sfumature di verde, ruscelli, pareti rocciose: meraviglie della natura che già al primo impatto ci hanno immerso in un’atmosfera tranquilla. Se a questo spettacolo naturale si aggiungono i paesini medievali arroccati sui colli, dove la vita sembra essersi fermata a qualche secolo fa e nei quali si respira una spiritualità densa di testimonianze concrete e leggende accattivanti, si può davvero affermare che nessuno di noi, ma sono certa nessun turista, ha potuto rimanere indifferente a questi luoghi, che hanno visto nascere, convertirsi e vivere in santità San Francesco e Santa Chiara. Viaggio all’insegna dell’allegria e del “sole dentro”, visto che la pioggia è stata una costante compagna, oltre alla nebbia, al vento e pure a qualche fiocco di neve. Primo giorno Perugia, poi Assisi e infine Gubbio. Miriam, la guida locale, è riuscita a farci immedesimare con molta competenza e passione nel passato di queste tre città, all’incirca dal 1200 a tutto il medioevo, per comprendere meglio la vita sociale, culturale, religiosa di quell’epoca. Pur con il disagio di ombrelli e impermeabili, tra sacro e profano ci siamo addentrati un po’ nella conoscenza di questi luoghi a ritroso nel tempo. Il giorno più intenso in assoluto, per me, è stato quello dedicato alla visita di Assisi. Miriam ci ha descritto la vita di San Francesco con dovizia di particolari, dai primi anni vissuti nella ricchezza al momento in cui questo giovane si spoglia letteralmente di tutto per donarsi completamente a Dio, in povertà, castità e obbedienza alla Chiesa. Pur sapendo già a grandi linee queste notizie, il racconto così partecipato di Miriam, tra cronaca e leggenda, ha suscitato forti emozioni, rispetto e quasi incredulità per la scelta di vita così radicale di questi due Santi. La visita alla Basilica Inferiore, costruita dopo la morte di san Francesco per ospitarne il corpo, ( nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli è custodito il corpo di S. Chiara) tra soffitti dipinti di cieli stellati, la penombra, il silenzio che circondano la sua tomba, mi ha emozionato e commosso più di ogni altro luogo.
Emozioni  in verità difficili da tradurre in parole: qui come all’Eremo delle Carceri, immerso nella magico silenzio del bosco, con grotte naturali e sentieri idonei alla vita contemplativa di chi, come Francesco, preferiva la solitudine e il contatto diretto con le creature  di Dio ( pecore, cicale, tortore, lupi..) con le quali Lui parlava usando il linguaggio dell’amore, riuscendo ad addomesticarli. In ognuno di questi luoghi il silenzio calza a pennello e “parla” al cuore di chi vi entra con lo spirito aperto e umile: si respira infatti pace, vicinanza a Dio, semplicità, lode per tutto ciò che ci ha donato. Dovremmo imparare infatti ad apprezzare e farci bastare l’essenziale, ridimensionando le priorità quotidiane.
Ci rendiamo conto spesso che i beni materiali non ci danno quella felicità che rincorriamo, anzi, sono facilmente fonte di insoddisfazioni! 
Altrettanto emozionante la Chiesa di Santa Maria degli Angeli, costruita intorno alla Porziuncola, piccola cappella che racchiude il senso dell’abbandono da  ogni bene materiale di Francesco e Chiara i quali, seppur contro il volere delle loro famiglie, scelsero di vivere ai limiti della sopravvivenza fisica, dedicandosi a Dio e ai più poveri della società dell’epoca.
 San Francesco fondò l’Ordine dei Frati Minori, Santa Chiara l’Ordine delle Suore Clarisse. Scelte onestamente difficili da comprendere a noi persone comuni, più o meno attaccate ai nostri averi. Affreschi di pittori importanti abbelliscono pareti e soffitti raccontando parabole bibliche e importanti episodi della vita dei Santi, con scene particolareggiate che, in epoche in cui il popolo era analfabeta, li rendevano comprensibili a tutti. Ora di Frati Francescani e di Suore Clarisse ne rimangono ben pochi, quasi tutti anziani, accuditi dai pochi giovani. Sia qualche frate che qualche suora, pur rispettando la clausura, hanno il permesso di assistere i pellegrini nel percorso di visita della Chiesa e dell’Eremo.
Vicoli e scalinate con pavimentazioni antiche, facciate di marmo, finestre fiorite di gerani che si affacciano su piazzette raccolte e intime, intersecati l’uno all’altro con una maestrìa ingegnosa: tutto trasmette pace e tranquillità. In queste città i ritmi sembrano infatti rallentati, il tempo scorrere lento, la presenza di Chiara e Francesco ancora percepita e attuale. Caratteristici a Gubbio i nomi originari dei vicoli, che riportano i vecchi mestieri che vi si svolgevano e altrettanto unici gli sbandieratori nella Piazza e sugli smerli del Palazzo dei Consoli,  con i campanari vestiti di rosso che, a fine esibizione, suonano  le campane direttamente dentro al campanile. Visti dal basso sembra quasi che ad ogni rintocco la campana li investa..  Anche in questa città è forte la presenza di San Francesco, che qui visse in mezzo ai lebbrosi e dove avvenne il famoso incontro con il lupo, che ammansì.
Tre giorni quindi ricchi spiritualmente, toccanti anche per chi non è particolarmente devoto, perché il modello di vita di Francesco e Chiara rappresentano lo stile, pur estremo, di come vorremmo essere in minima parte  noi cristiani e soprattutto i nostri preti e la nostra Chiesa. Nei secoli purtroppo, invece, la storia ci tramanda molti cattivi esempi.  Questi intermezzi sono perciò utili ad avvicinarci di più al vero senso della religione e della fede. La buona cucina umbra ( dai piatti profumati al tartufo, al buon vino, all’olio e alla  inimitabile cioccolata) ha soddisfatto egregiamente i nostri palati; la coinvolgente guida e la buona compagnia hanno reso il tutto davvero entusiasmante!! Grazie  a tutti!
Ornella Olfi

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