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Aldo Ferrandi e la sua passione per le piante esotiche

Aldo Ferrandi è un tranquillo pensionato di Ghedi con parecchi hobby, tra i quali: volontario nella Croce Rossa, ballerino di liscio (proprio in pista ci siamo conosciuti) e una grande passione e competenza per le piante esotiche. Nel suo giardino molto curato si trovano varietà di piante interessanti e rare, come le chiamano lui e la moglie Lucia,”strane”, perché sconosciute ai più. Sicuramente una parte di merito per questa passione va al papà di Aldo, ex vivaista tuttora in grado di dare buoni consigli per la coltivazione di fiori e, malgrado le molte primavere, con una memoria ancora brillante che gli permette di ricordare i nomi in latino di ogni pianta. Cercando informazioni su internet, anni fa Aldo viene attratto da una pianta importata in Italia da poco dagli Stati Uniti e trova un ragazzo di Sondrio che gli vende i primi semi. Si tratta del Paw paw, più comunemente chiamata “BANANO DEL NORD”. Banano perché la forma dei suoi frutti è simile alla banana e del nord perché resiste anche a temperature rigide, fino a -30°. È quindi una pianta non delicata da coltivare, non ha bisogno di pesticidi perché tranne l’interno del frutto, il resto della pianta è tossico per qualsiasi insetto. Basta interrarla in posizione di semiombra. Si impollina tramite le formiche e le mosche. Va piantata a coppie e ogni pianta, seppur impollinata da una pianta già esistente, nasce diversa e fa frutti diversi per peso e numero. Aldo ha inviato semi un po’ in tutta Italia, da Napoli alla Sardegna, e ha constatato che su 500 semi, nel primo anno sono nate 300 piante, dagli altri 200, che parevano morti, sono nate altrettante piante l’anno successivo. Questi frutti, che possono pesare fino a 1kg e ½, contengono le proteine della carne, nella loro polpa cremosa simile a quella della banana, con semi neri, dal sapore dolce, simile alla vaniglia, che lascia un profumo simile al moscato. È ideale quindi per sportivi, che trovano ora in vendita sotto forma di succhi. I suoi fiori sono piccoli e viola e da ogni fiore nascono spesso fino a 10/12 frutti, alcuni dei quali poi cadono e in media ne rimangono fino a 8. In Canada stanno studiando la parte di veleno presente nella pianta che pare rallenterebbe la crescita delle cellule tumorali. Come sempre in natura si scoprono ogni giorno meraviglie e cure per qualsiasi problema, l’importante è svolgere studi seri, per valutare i benefici e le possibili controindicazioni. Purtroppo i grossi interessi che muovono il mondo delle case farmaceutiche e degli istituti di ricerca non sempre permettono di divulgare le grandi proprietà di molte piante e frutti. I farmaci sono dei preziosi salvavita, ma fin dove può bastare la natura si dovrebbe ritornare ad apprezzarla perché sicuramente meno tossica dei medicinali. Complimenti e grazie quindi ad Aldo: è anche merito suo la conoscenza di nuovi preziosi “farmaci” naturali. Ornella Olfi
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