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Non ci resta che ridere

In una caserma un sergente interroga le nuove reclute: “CHI È CHE SA COSA È LA PATRIA?”. Nessuna risposta. Il sergente: “TU... COME TI CHIAMI?”. “Rossi”. Il sergente: “SECONDO TE COSA È LA PATRIA?”. “Non saprei...”. E il sergente: “IGNORANTE E BUONO A NULLA! LA PATRIA È TUA MADRE!”. Il giorno dopo si ripete la solita scena, soliti soldati, solito sergente, stesse domande. Il sergente: “TU COME TI CHIAMI?”. “Bianchi”. Il sergente: “COSA È SECONDO TE LA PATRIA?”. Questa volta il soldato convinto della risposta esclama: “La patria è la madre del soldato Rossi...”.

Tarzan corre per la foresta cercando di impaurire gli animali così da far valere il suo potere. Vede un ghepardo, lo insegue e lo blocca con una presa a gancio e dice con : “Come mi chiamo iooo?” E l’animale impaurito: “Tarzan-Tarzan”. Così entusiasta del suo incutere timore va alla ricerca di altri animali. Trovato un leone, lo cattura e gli urla: “Come mi chiamo iooooo?”. E lui: “Tarzan, Tarzan!”. E Tarzan soddisfatto se ne va. A un certo punto vede un elefante e cerca di bloccarlo per il collo; non riuscendoci cerca di farlo cadere, ma anche questo tentativo va a vuoto. Allora si mette sotto all’elefante, comincia a sbattergli le palle e gridando gli chiede: “Come mi chiamo iooo?”. Non sentendo alcuna risposta riprova: “Come mi chiamo iooooooooo?”. Anche stavolta niente e continua a sbattergli le palle e a domandargli il suo nome. Allora l’elefante si gira verso la giraffa e le dice: “AHOOOOO, MA ‘NVEDI STO STRONZO... CHE NUN SE RICORDA COME CAZZO SE CHIAMA E ME STA A ROMPE LI COGLIONI A ME!”.

Due uomini si sono sperduti nel deserto. Uno dice all’altro: “Devo darti due notizie: una bella e l’altra brutta! La brutta è che anche oggi mangiamo sabbia!”. L’altro scoraggiato chiede: “E quella bella?”. “Guarda quanta ce n’è!”.

Un aereo precipita in una foresta infestata dai cannibali. Il figlio cannibale dice al padre: “Che cos’è quello?”. E il padre leccandosi le dita: “Carne in scatola, figliolo, carne in scatola...”.

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