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IDENTITÀ SMARRITA

Negli ultimi anni avviene un processo inaudito di desacralizzazione, di decristianizzazione.
La cultura cristiana, l’identità cristiana viene cancellata sistematicamente in ogni modo possibile ed impossibile. E’ tutto legittimato, giustificato con ragioni assurdi, sconcertanti, tipo, non creare disagi a chi professa una religione differente, non sembrare intollerante, essere coerente alle tendenze politiche, sociali, economiche ecc. Ci sono preoccupazioni di ogni tipo, per ogni aspetto materiale della società, siamo turbati dai cambiamenti climatici, dalla crisi economica e dalla disoccupazione, dal modo di governare, dai rapporti tra Stati. Per carità non dico che sono insignificanti ma non sono solo loro che determinano la situazione in cui viviamo, non solo da loro si scatenano tutte queste nefaste conseguenze che sono ormai tratto distintivo della cronaca notiziaria. Perchè siamo esseri duali e finchè la nostra energia è diretta solo verso una parte della esistenza non possiamo ottenere i risultati aspettati.
La crisi colpisce per la prima cosa lo spirito. La nostra cultura antropocentrica non è in grado di mostrare vie d’uscita. Per vivere bene l’uomo ha bisogno di ideali ed è la cultura che li promuove. I veri valori culturali non possono essere apprezzati solo per seèstessi, anche il significato etimologico della parola cultura, proviene dal “culto”, indica una costante e dinamica relazione con Dio. Il secolarismo e l’antropocentrismo tentano di creare una falsa sensazione di onnipotenza dell’uomo, ma in realtà aumentano il senso di disagio, di smarrimento e di mancanza di significato. L’uomo privo di ideali vive nell’oscurità e degrado dei valori morali, nella paura e nell’egocentrismo. Così diventa facilmente manipolabile, indifferente, insensibile, ogni cosa al di fuori del ristretto perimetro della sua vita personale non lo riguarda e non lo interessa. Dà colpa agli altri per aver perso sè stesso e non se ne accorge che il vero problema non sono i musulmani, ebrei, stranieri, ecc., il vero problema è lui stesso.
Mi ricordo un articolo, che avevo letto tempo fa... riguardava i cristiani del Medio Oriente. Il giornalista aveva chiesto a una donna, copta, come fanno a riconoscersi tra di loro, visto e considerato che il modo di vestirsi era identico a quello delle donne musulmane. E lei ha rispsto come se fosse la cosa più naturale nel mondo: si guardano negli occhi e subito capiscono se sono cristiani. Mi ha colpito profondamente questa risposta, era sincera e spontanea. Comunicare con lo sguardo significa avere un anima, avere consapevolezza della propria condizione di ospite sulla terra, poter relazionarsi con gli altri che si trovano esattamente nelle tue stesse condizioni e che vengono considerati compagni di viaggio. In poche parole saper migliorare un po’ se stesso. Forse in questo modo miglioreremo anche il mondo.
Darina Naumova

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