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Contaminati dall'ignoranza

Non so da dove cominciare. L'adolescenza oggi più che mai, è un periodo della vita che ti può creare dipendenze e guai a cui non puoi più rimediare. Ad accentuare il fenomeno, come se non bastasse, un arma che ahimè utilizziamo tutti: il telefonino. Comodo, pratico, utilissimo se usato con coscienza, una coscienza che i giovani e non solo, non conoscono rischiando così di essere rapiti dall'web in una via senza ritorno.
Navigare costantemente nel web è come trovarsi a guardare un film che ci affascina. La nostra coscienza è come se finisse “dentro il film”. Piangiamo durante alcune scene, ci sentiamo male assieme ai protagonisti del film. Allo stesso modo rischiamo di essere catturati dal web. La rete si prende la nostra energia e gestisce la nostra ignoranza. Da sempre i ragazzi e le ragazze, nella fase tra la preadolescenza è l'età adulta, hanno cercato situazioni di pericolo. Per l'adrenalina che danno e per l'ammirazione che si può ricevere se si salva l'osso del collo.
Arrivare a sdraiarsi sull'asfalto mentre passano le auto oppure sui binari mentre arriva il treno per farsi un selfie è qualcosa che rabbrividisce eppure sempre più stupidi accettano queste sfide... per chissà quale motivo...
Un 'gioco' che alla faccia del trascorrere tempo, purtroppo, non passa di moda. Lo raccontano le cronache di questi ultimi anni...
UN SECONDO DI GLORIA
METTENDO IN GIOCO
IL DONO PREZIOSO QUALE È LA VITA
MA VALE LA PENA RAGAZZI?
SONO GIOCHI DI MORTE!

La maggior parte di queste sfide anche mortali si diffondono grazie ai social network e alle chat private in uso tra i giovani e i giovanissimi, mondi sempre più connessi e chiusi al tempo stesso, dove si usano codici quasi indecifrabili per il mondo degli adulti, e possono essere senza ritorno. Risale a due anni fa il caso Blue Whale, un 'gioco' nato in Russia che consisteva in una serie di challange di tipo autolesionistico sempre più rischiose da condividere in rete.
In Russia, dove il gioco è nato, sono deceduti 157 giovani. In Italia un 15enne di Livorno si è suicidato gettandosi dall'ultimo piano di un palazzo, per 'completare' il gioco Blue Whale.
Più recenti ma non più sani invece il “Blackout game”, che consiste nel soffocarsi o farsi soffocare fino a svenire sotto gli occhi del gruppo, e il “Tide pod challange”, ovvero filmarsi mentre si addenta una capsula di detersivo fino a farne fuoriuscire il contenuto rischiando di intossicarsi.

Fonte: https://www.interris.it/bocciato/sdraiati-sull-asfalto-si-fanno-selfie-mentre-passa-l-auto
Gianluca Boffetti

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