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FIORITURE AL CHIESE

Dopo un inverno molto mite, le temperature si stanno mantenendo sopra la media stagionale. Febbraio dovrebbe essere un mese ancora molto rigido, come recitano alcuni proverbi: “Febrér l’è cürt, ma l’è pès d’èn türch”; “ Chi öl fa mörer la moér, ‘l la méne al sul dè febrér”; “San Faüstì ( 15 febbraio) l’è l’ültem mercant dè néf”.  Invece quest’anno stiamo vivendo giornate di sole già più che primaverile, che ha fatto spuntare pratoline e violette nei prati e nei nostri giardini, gemme su tutte le piante e i cespugli, lungo le rive del Chiese, dove si sono già spruzzati di bianco i “brugnì”(ciliegi) selvatici che, tra pochi mesi, esploderanno di buonissimi frutti rossi o gialli. Sono i primi a risvegliarsi e ad ogni primavera regalano uno spettacolo meraviglioso, che nel volgere di pochi giorni formerà dense nuvole candide che si staglieranno all’orizzonte. C’è sempre voglia di primavera, ma quando arriva troppo in anticipo, purtroppo, fiori e frutti sono a rischio, per prossimi improvvisi e bruschi sbalzi, che si verificano quando ormai ci illudiamo che il freddo sia finito. Intanto godiamoci queste belle giornate, camminando all’aperto, meglio se in campagna, per ammirare il rinnovo della vita in ogni sua forma. La natura come sempre ci insegna che c’è bisogno di riposare, per poi avere la forza necessaria ad affrontare fatiche prolungate: ritmi regolari danno risultati migliori e con minor dispendio di energie. Nel tempo noi uomini invece abbiamo rovinato questi ritmi, sconvolgendo e creando gravi problemi ecologici che sono sotto gli occhi di tutti; di conseguenza anche noi abbiamo perso la conoscenza del susseguirsi delle stagioni: chi vive in città vede ben poca natura intorno a sé e se ne dimentica presto; anche chi vive in periferia tuttavia è obbligato a seguire uno stile di vita frenetico e poco in armonia con i cicli naturali. Ecco perché molti di noi non notano più i piccoli miracoli quotidiani, piccoli sì, ma che danno la misura di quanto misteriosa, perfetta e “magica” sia la natura e di quanto dovremmo re-imparare a rispettarla e a proteggerla!!
Ornella Olfi

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