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ORA DEVO VIVERE...

Cari lettori, ogni tanto mi capita di riflettere sulla vita appena trascorsa, sul presente e sui progetti per il futuro. Purtroppo lo si fa raramente perchè impegnato a dare sempre di più,  ad essere sempre al centro di ogni progetto, a correre alla più disperata per raggiungere un obiettivo. Mi rendo conto che è un vivere estremo che probabilmente non ti permette nemmeno di assaporare i traguardi poichè appena lo raggiungi ne vorresti conseguire altri. Poi però penso a quelle persone che non hanno una meta o che magari non riescono a trovare la loro dimensione e che devono dipendere sempre da qualcuno per fare una scelta. Sicuramente la situazione ottimale sarebbe quella di equilibrare questi due modi di vivere ma non sempre è di facile attuazione.
E su questo argomento mi è piaciuta molto la descrizione di Leo Buscaglia che ora vi propongo:
“Sono pochi quelli che sono veramente vivi e vivono pienamente, nel vero senso della parola. Finché lasciate la vostra vita nelle mani di altri, non vivrete mai. Dovete assumervi la responsabilità di scegliere e di definire la vostra vita.
Credo veramente che moltissimi abbiano paura della vita. Abbiamo paura d’essere ciò che siamo! Abbiamo sentimenti meravigliosi e folli e non li ascoltiamo. E’ una vergogna, perché se non viviamo pienamente, impediamo ad altri di vivere pienamente! Abbiamo paura di vivere la vita, e perciò non facciamo esperienze, non vediamo. Non sentiamo. Non rischiamo! Non prendiamo a cuore nulla! Non viviamo… perché la vita significa essere coinvolti attivamente. Vivere significa sporcarvi le mani. Vivere significa buttarvi con coraggio. Vivere significa cadere e sbattere il muso. Vivere significa andare al di là di voi stessi… tra le stelle!
Quando la vita non viene vissuta, esplode in noi. E’ come cercare di bloccare il coperchio di una pentola che bolle. Succederà qualcosa, ne sono convinto. Finirete per piombare nella paura, nella sofferenza, nella solitudine, nella paranoia o nell’apatia. Tutti segni del fatto che non state vivendo! Quindi, se avvertite uno di questi sintomi, rimboccatevi le maniche e dite: “Ora devo vivere”. Nell’attimo in cui incominciate a lasciarvi coinvolgere nella vita, il vapore fuoriesce, e siete salvi. Non è facile: ma la vita ci fa sapere che deve essere vissuta. Meraviglioso!
Quanto abbiamo bisogno l’uno dell’altro!
Qui c’è un “Io” e questo “Io” incontra “Te”, e stiamo insieme perché siamo attratti l’uno dall’altro e abbiamo certe cose in comune e partecipiamo. Questa partecipazione diventa il nostro “Noi”. Continuando a condividere, a partecipare, acquisiamo sempre più “Noi”. “Tu” rimani sempre “Tu”, e “Io” rimango sempre “Io”. Non scompariamo mai, ma sviluppiamo il “Noi” insieme. Esso è il nostro legame. Guai a voi se date totalmente a un altro. Siete perduti per sempre. Restate voi stessi, come gli altri restano se stessi. Formate il “Noi”. Quindi lavorate su quel “Noi”, e quel “Noi” diventa sempre più grande, ma anche il “Tu” e l”Io” diventano più grandi. E se per caso quel particolare “Noi” si esaurisce… avete ancora un “Io” e cari ricordi che vi serviranno per ricominciare.
Gianluca Boffetti

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