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SE NE PARLA POCO MA CREA ANGOSCIA...

Se ne parla veramente poco a parte quando accadono fatti incresciosi come quello appena accaduto in una scuola di Roma dove un diciottenne spegneva le sigarette sul compagno disabile.
E’ triste pensare che l’autore del gesto sia un essere umano, rimane il fatto che le vittime del bullismo oltre a soffrire possono poi a loro volta avere drammatiche conseguenze come il suicidio a causa di personaggi che hanno poco a che fare con i veri valori
della vita come il rispetto, l’amicizia, l’amore.
E’ inconcepibile secondo me che buona parte di questi episodi accadano all’interno della scuola, luogo di studio e di socializzazione dove proprio tra questi banchi si dovrebbe da una parte costruire l’autostima degli studenti e dall’altra, condannare e contrastare violenza e comportamenti maleducati.
Il bullismo è sostanzialmente un fenomeno sociale che coinvolge tutti, pertanto la sua riduzione deve passare anche attraverso il rafforzamento della cultura della legalità e della responsabilità, individuale e collettiva. Tutti noi abbiamo il compito di essere punto di riferimento di riferimento di bambini e ragazzi e abbiamo la responsabilità di attivarci, ognuno nel suo piccolo affinchè i ragazzi imparino ad affrontare i conflitti sociali in modi produttivi e positivi per la crescita, per migliorare le condizioni di vita nella scuola negli ambienti di aggregazione perchè il bullismo fa aumentare i conflitti sociali anzichè contribuire a ridurli. Perchè chi subisce prepotenze in modo ripetuto e costante ne porta le conseguenze negative per anni e a volte per tutta la vita, perchè in una società “civile” le vittime vanno tutelate, sostenute e aiutate...
Chi vi scrive è stato vittima del bullismo, semplicemente perchè era timido, avevo paura della mia ombra e non ero in grado di difendermi...
Per i bulli un bersaglio facile ma ciò che creava dolore era vedere il resto della classe divertirsi come se nulla fosse, senza pensare che dentro di me si provava angoscia e un senso di inutilità...
E intanto ti tenevi tutto dentro e più passava il tempo e più ti sentivi morire...
Solo fermando il bullismo è possibile far emergere le reali difficoltà relazionali sia dei “bulli” che delle “vittime” e di conseguenza poter attivare interventi di supporto e aiuto perchè le “vittime” possano imparare a sentire e manifestare la naturale aggressività e la rabbia nelle situazioni in cui subiscono prepotenza, perchè i “prepotenti” possano essere aiutati a sentire, provare, manifestare emozioni di tenerezza e felicità affinchè una cultura ed abitudini “collaborative” prendano il sopravvento sulla cultura della sopraffazione, della prepotenza e della violenza, per poter sperare in una società migliore e a misura d’uomo in cui prevalga la tolleranza e il rispetto per ogni essere vivente...
Gianluca Boffetti

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