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“IL RICHIAMO DELL’ANGELO” di Guillame Musso

Nato ad Antibes il 4 giugno 1974, figlio di una bibliotecaria da cui ha ereditato l’amore per i libri. Il suo romanzo d’esordio L’uomo che credeva di non avere più tempo (2005) è un bestseller internazionale, e altrettanto successo ha avuto La donna che non poteva essere qui (2006).
Altre opere dell’autore: Chi ama torna sempre indietro, Quando si ama non scende mai la notte  (2007), Ti vengo a cercare (2008), Perché l’amore qualche volta ha paura (2010), La ragazza di carta (2011), Il richiamo dell’angelo (2012). Quasi tutte le sue storie sono state fatte oggetto, o sono in procinto di esserlo, di adattamenti cinematografici.
La storia di questo libro si svolge tra gli Stati Uniti e la Francia; luoghi dove risiedono i due protagonisti principali: Madeline, che vive a Parigi dove ha un negozio di fiori che gestisce con l’aiuto di Takumi e Jonathan che vive a San Francisco dove conduce, coadiuvato dallo squinternato cognato Marcus, un piccolo ristorante caratteristico. Tutto ha inizio nell’aeroporto JFK di New York: lei reduce da una vacanza con il fidanzato sta rientrando a Parigi dove presto si sposeranno e lui deve incontrare la sua ex moglie Francesca ed il figlio Charlie che trascorrerà le vacanze natalizie da lui.  In un gremito bar dell’area d’imbarco Madeline e Jonathan si scontrano per accaparrarsi un tavolino dove sedersi. Nell’urto i rispettivi cellulari, identici, cadono e dopo un breve diverbio sulla precedenza ognuno raccoglie quello che crede il suo. Solo successivamente, con grande disappunto, scopriranno che è quello dell’altro.
Chi ne fa uso sa che oltre a tenerci in contatto col mondo il cellulare è diventato un’agenda personale, quasi un diario segreto al quale confidiamo note che possono riguardare il lavoro ma soprattutto i nostri affetti più cari, le fotografie che fanno parte della nostra vita ecc.; insomma un oggetto che non vorremmo assolutamente andasse in mani altrui. I due  si contattano e concordano di restituirseli al più presto ma, nell’attesa di poterlo fare, il risentimento reciproco per il disagio che provano scatena la loro curiosità e non resistono all’impulso di  ispezionarne il contenuto. Madeline, sbirciando nel cellulare di Jonathan tra mail e fotografie, scoprirà che è divorziato, che un tempo era stato un famosissimo chef alla guida di una catena di rinomati ristoranti e che la sua vita di coppia era stata invidiabile. Ciò nonostante, inspiegabilmente,  la moglie lo tradì con il suo migliore amico causando la fine della loro unione e successivamente anche tutto il suo impero si sgretolò . Questo tracollo sprofondò Jonathan in una forte depressione tutt’ora non completamente superata. Solo la proposta del cognato di aprire in società una brasserie in stile bistrot francese,  gli aveva reso accettabile la quotidianità. Anche Jonathan si lasciò sopraffare dall’interesse e iniziò a curiosare in quello di Madeline. Trovò delle annotazioni singolari che non sapeva spiegarsi perché si smentivano a vicenda ma soprattutto la sua attenzione venne catturata da un file protetto da una password d’accesso. Sicuramente  conteneva un segreto che tale avrebbe dovuto restare. Dopo molti tentativi la sua tenacia venne premiata e scoprì un dossier relativo alle indagini svolte da Madeline, che a quel tempo era una detective della polizia del distretto di Manchester, sulla  scomparsa dai bassifondi della città della quattordicenne Alice Dixon.  Purtroppo per Madeline l’adolescenza vissuta da questa ragazza era troppo simile alla sua e,  nonostante si fosse corazzata contro le efferatezze del genere umano, si instaurò in lei un’empatia che la rendeva quanto mai operativa ma anche molto vulnerabile perché la sua  mente era pervasa dalle sofferenze che la ragazza sicuramente stava provando. Un giorno le recapitarono in ufficio un organo congelato che si rivelò compatibile con il DNA di Alice. Era morta. La realtà le divenne insopportabile e la portò al gesto estremo del suicidio dal quale però fu salvata in tempo. Faticosamente riuscì a  ricostruirsi un’altra vita  a Parigi aprendo un negozio di fiori e legandosi sentimentalmente all’architetto Raphael.
Questo non è che il riassunto dell’antefatto di questo thriller sentimentale  che, a partire dallo scambio dei cellulari, svelerà tutti gli interrogativi relativi al dissesto economico e famigliare di Jonathan, il fallimento delle indagini di Madeline sul sequestro di Alice. L ’inizio della progressiva intrusione di ciascuno dei due nella vita dell’altro e gli sviluppi della loro collaborazione porteranno allo scoperto le sofferenze rispettivamente provate, smentirà le certezze sul caso Dixon che verrà riaperto portando alla luce le verità ancora nascoste. Iniziato come una commedia si trasforma in un thriller complesso, avvincente, pieno di colpi di scena e risvolti sentimentali che lasciano appagati. Come consuetudine dell’autore ogni capitolo è preceduto da citazioni che ne svelano l’essenza e quello più azzeccato per la vita dei due protagonisti trovo sia quello di Victor Hugo “I più begli anni di una vita sono quelli che non si sono ancora vissuti”.
Gaboardi Angela

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