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“IL LIBRO DELLE ANIME” di Glenn Cooper

Glenn Cooper è uno straordinario caso di self-made man. Dopo essersi laureato in Archeologia ad Harvard, ha scelto di conseguire un dottorato in Medicina, è stato presidente e amministratore delegato della più importante industria di biotecnologie del Massachusetts a dimostrazione della sua versatilità, è anche sceneggiatore e produttore cinematografico. Grazie al clamoroso successo de La Biblioteca dei Morti, Il Libro delle Anime, I Custodi della biblioteca, La mappa del destino”, “Il marchio del diavolo” e “L’ultimo giorno” si è imposto anche come autore di bestseller.
Questo è il secondo libro di una trilogia ed è il seguito de “La biblioteca dei morti” che è consigliabile leggere prima di affrontare la nuova, intricata ed appassionante avventura del detective dell’F.B.I. Will Piper.
La vita di Will, ritiratosi dall’attività investigativa dopo l’arcano caso “Doomsdey”, trascorre serenamente nel ruolo di padre del piccolo Phillip e di marito della giovane collega Nancy sino a quando una nota casa d’aste londinese mette all’incanto un voluminoso testo antico con impresso sul dorso il numero 1527. A tal proposito viene contattato da due pensionati  dell’”Area 51” ed incaricato di partecipare all’asta per acquisire quel libro che a loro dire avrebbe potuto rivelarsi la chiave per svelare il mistero celato in quello dell’anno 2027.  Questa data riporta la mente a quell’innumerevole raccolta di registri contenenti un elenco di nomi e di date seguiti dalla parola “natus” o “mors” che furono scritti da una moltitudine di scrivani presso l’abbazia di Vectis dall’ottavo secolo fino al 1297, anno in cui, giunti all’elencazione datata 9.2.2027 tutti smisero di scrivere dopo aver vergato le parole “Finis Dierum” e, per motivi sconosciuti, si suicidarono in massa. Nessuno avrebbe più sentito parlare di quella biblioteca nascosta nella base segreta americana e coperta da segreto di stato, atto  fondamentale per la sicurezza mondiale, se nel medioevo quel volume datato 1527 non fosse stato occultato dalla collezione.
A Vectis, nell’anno 1334, il morente abate Felix celò nella sua copertina un’epistola alla quale affidò il segreto sui custodi dell’ “Ordine dei nomi “, tramandato  dall’ottavo secolo, e  lo consegnò a Luke, un ex frate che  si era sposato con una delle donne nate dagli accoppiamenti degli scrivani. Successivamente finì nelle mani del nobile Cantwell in cambio del denaro che aveva  anticipato per una paio di stivali che Luke, in ristrettezze economiche e gravemente malato, non era stato in grado di confezionare. Riapparirà ai giorni nostri perché l’ultimo discendente di quella famiglia avendo la necessità di monetizzare lo alienerà insieme ad altri beni. Will, dolorosamente segnato dal caso “Doomsdey” vuole chiudere definitivamente il caso della “Biblioteca dei morti” ed accetta l’incarico ma altri partecipanti all’asta sono interessati all’oggetto e solo dopo innumerevoli rilanci riesce ad aggiudicarselo. Conseguentemente si recherà in Scozia e con l’aiuto della nipote di Lord Cantwell,  Isabelle, una storica appassionata di archeologia, cercherà di scoprire i segreti occultati in quel libro. Ritroveranno quell’antica lettera che rivelerà altri indizi la cui soluzione li porterà indietro nel tempo e precisamente nei periodi in cui vissero personaggi storici quali Shakespeare, Calvino e Nostradamus che, in modi diversi, ebbero a che fare con quel manoscritto la cui conoscenza influenzò il corso della loro vita. Le indagini per la soluzione dell’arcano si riveleranno  una  pericolosa avventura perché continuamente  ostacolate da chi vorrebbe occultare segretamente quel volume nel bunker della base militare americana impedendo al mondo di conoscere la verità. Anche in questo romanzo la narrazione si alterna piacevolmente tra presente e passato in un crescendo di emozioni e di suspence che catturano senza tregua l’attenzione del lettore. Il finale di questo thriller prelude al seguito narrato ne “I custodi della biblioteca”.
Gaboardi Angela

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