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“LUCY” di Cristina Comencini

Figlia del regista Luigi, è nata e vive a Roma. Ha esordito al cinema come attrice nel 1969, diretta dal padre in Infanzia, vocazione e prime esperienze di Giacomo Casanova, veneziano. Laureata in Economia e Commercio ha lavorato per alcuni anni come giornalista economica e ricercatrice. E’stata sceneggiatrice insieme al padre del film TV Il matrimonio di Caterina (1982) ed il lungometraggio Buon Natale... Buon anno del 1989; è stata co-sceneggiatrice con E .De Concini in Quattro storie di donne (1986) ed autrice insieme a Suso Cecchi D’Amico dei televisivi Cuore e La Storia, entrambi diretti dal padre. Dal 1991 in poi  ha pubblicato i romanzi: Pagine strappate, Passione di famiglia, Il cappotto del turco, Matrioska, La bestia nel cuore, Due partite, l’illusione del bene, Quando la notte e Lucy. Franco e Giorgio sono due amici che hanno avuto la stessa donna, Sara, a Franco è toccata la ragazza e la madre dei suoi figli a Giorgio invece l’amante matura ed indipendente. Ora, a 60 anni, si ritrovano a leggere la lettera che lei ha scritto all’ex marito prima di sparire. Si rivolge a lui non come al marito, non come al padre dei suoi figli ma come all’unico uomo che ha conosciuto meglio ed amato. Gli comunica che ha preso la decisione di andarsene, recrimina alcuni suoi comportamenti del passato e lo prega di lasciarla andare, di non parlare con nessuno; solo con chi gli telefonerà. Lui gli spiegherà tutto.

Franco silenziosamente proverà a capire…….

Sara è una paleo antropologa, una docente universitaria che studia e scrive sui ritrovamenti degli ominidi come Lucy (l’australopiteco rinvenuto in Etiopia nel 1974). Per assecondare questa sua passione spesso si è  assentata per recarsi presso gli scavi nei luoghi d’origine: Etiopia, Kenya, Tanzania, Sudafrica, Africa Orientale e questo suo attaccamento al lavoro ha finito per far naufragare il suo matrimonio con Franco. Dalla loro unione sono nati due figli: Matilde ed Alex rimasti profondamente segnati dalle assenze della madre. Essi hanno dovuto arrangiarsi da soli sia nelle piccole incombenze di tutti i giorni che, successivamente, nelle scelte più difficili. Nonostante l’amore e la buona volontà del marito il disinteresse di Sara  nei confronti della famiglia, che sembrava venire sempre al secondo posto, li ha portati al divorzio. Ma la colpa della disgregazione famigliare è veramente da attribuire a Sara o non si è preteso troppo da lei nel ruolo di moglie e di madre; una abnegazione totale rispetto a quelle che erano le sue aspirazioni? Ora, dopo aver  preso una decisione coraggiosa, vive sola ed instaura con il lettore un dialogo immaginario nel quale si apre completamente facendogli comprendere a fondo il suo animo che la riscatta.  Franco è un critico letterario che dopo la separazione si è rifatto una vita più stabile con Fulvia dalla quale ha avuto un figlio, Giovanni, ma alla quale non ha mai raccontato nulla del precedente rapporto. Certe volte vorrebbe eliminare Sara più di quanto non abbia già fatto ma con i figli la separazione non si compie mai del tutto; loro sono lì e perpetuano la storia d’amore che li ha generati e che hai dovuto recidere. La figlia Matilde viene a trovarlo spesso, si occupa volentieri del piccolo Giovanni e si trova a suo agio con Fulvia, che avrebbe potuto essere la madre che ha sempre desiderato. I rapporti con il figlio Alex invece sono quasi inesistenti; se n’è andato all’estero per lavoro. Matilde, traumatizzata dalla separazione dei genitori, è quella che più di tutti ha sentito la mancanza della madre. Fa l’agopunturista, ha abbandonato gli studi e si è felicemente sposata con Alfredo. Desidera ardentemente un figlio che non arriva ma cerca di non farsene un cruccio pensando che non sono tutto nella vita e che è troppo impegnata nel lavoro. Ha un carattere docile, é quella che, dopo la separazione, si è presa cura della madre,  quella madre che sempre le è mancata e, probabilmente, solo quando si libererà dall’ansia che prova per lei, riuscirà a concepire. Data la sua natura è quella che dopo la disgregazione famigliare ha tenuto i contatti con gli altri membri della famiglia ed è un suo modo per sentirla “unita”.Alessandro vive  a Montreal in Canada, fa lo stesso lavoro della madre ma ha voluto allontanarsi da lei per non sentire le sue recriminazioni sulla  vita famigliare passata e sulla separazione dal marito. Quando lei gli telefona i dialoghi sono imbarazzanti e rancorosi . Solo alla sorella, che ha condiviso la sua sofferenza, è legato affettivamente. A modo suo anche lui porta i segni della separazione famigliare e non riesce ad instaurare legami sentimentali duraturi.

Questi i personaggi principali del romanzo ed ognuno di loro espone al lettore il proprio punto di vista in merito alla storia vissuta con la protagonista. 

L’autrice ha saputo rendere toccante ed intima la loro confessione; non ci sono colpevoli o innocenti ma solo esseri umani con le loro fragilità, le angosce, le aspirazioni ed il loro modo di amare. Una vicenda che offre spunti riflessivi sui difficili e delicati rapporti familiari in una società sempre in evoluzione dove la donna è sempre combattuta tra legami affettivi ed autonomia professionale.

Gaboardi Angela

 

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