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“ UNA VITA IN PIU’ ” di Antonella Boralevi

Nata a Firenze nel 1953, vive a Milano ed è una giornalista specializzata in  costume e sentimenti. Scrive per il cinema ed ha portato con successo in televisione il talk show di approfondimento.  Ha scritto dieci libri e cura rubriche per alcuni settimanali. Tra i suoi best seller “Il segreto”, “Linee d’ombra”  e “Nel cuore delle donne”. 

 

Ernesto, 56 anni, professore universitario di matematica, è un uomo colto, abitudinario ed introverso, probabilmente il suo modo di essere è da ricercarsi nella sua infanzia; nel rapporto con sua madre. Una madre che sfogò su di lui, con piacere maligno, tutto il livore per la vita che le era toccata, mai una parola, un gesto d’affetto, momenti di svago, solo doveri e rimproveri se non eccelleva come lei pretendeva. Egli è legato sentimentalmente a Michele, un suo ex studente ventisettenne che oltre ad essere  giovane é anche molto bello e con una fisicità da dio. Ernesto ne è molto innamorato e nel loro rapporto lui è quello che subisce, è geloso ma per timore di perderlo non gli chiede mai conto del tipo di vita che trascorre al di fuori delle mura domestiche. Michele invece, consapevole del suo potere, fa la bella vita, va e viene come se fosse in un albergo, vive alle spalle del professore ed è quasi infastidito se questi gli rivolge attenzioni che esulino da necessità pratiche. Vivono in un palazzo nobile della Roma “bene”, l’appartamento è arredato lussuosamente e  se ne occupa una governante, Angela.

Per dare un senso compiuto al loro rapporto di coppia Ernesto, tramite un’agenzia di New York, ha “affittato” l’utero di una donna messicana nel quale è stato inseminato artificialmente il seme del compagno. Nel frattempo Michele lo lascia. Al momento del parto Ernesto vola in America ma vedere il neonato e rendersi conto dello stravolgimento a cui andrà incontro la sua vita è un tutt’uno e ne rimane sconvolto. La madre assolutamente non vuole tenerlo e quindi decide  di affidarlo ad una ragazza perché lo cresca. Tramite un avvocato si farà carico di tutte le spese necessarie e fa ritorno a Roma. E’ solo, la madre, che è sempre vissuta con lui, è morta da alcuni anni, se non avesse le lezioni universitarie la sua vita sarebbe completamente vuota ed arida. Dopo qualche tempo, per correttezza, torna a New York e porta il bimbo e la baby sitter a Roma, a casa sua. Ben presto si pente, aveva sbagliato; la presenza di José disturbava e Lola era come una folata di vento che creava un disagio continuo. L’ordine  che regnava nella sua vita era sovvertito ed ogni tentativo di fissare regole, procedure, abitudini, era risultato vano, ma davvero avrebbe potuto tornare indietro? Allontanarli e vivere in quel deserto che era diventata la sua vita?...... 

Lola, sedicenne, è di origini calabresi, vive a Little Italy nel piccolo appartamento di Malia insieme ad un’altra ragazza che lavora di notte. E’un’adolescente che fa le pulizie in un ospedale, é semplice, un po’ ignorante, si definisce “scecca” e “ci ha la testa piccola” perché a volte si dimentica le cose. E’ espansiva, i suoi occhi, nonostante abbia dovuto crescere in fretta lottando per vivere e mantenersi,  vedono sempre il bello in tutto ciò che la circonda e la sua gioia di vivere contagia chi la incontra. E’ rimasta orfana di madre in tenera età ed il padre, che faceva il camionista, l’affidava a delle “cummari”; lo vedeva solo di rado. Alla sua morte il prete del paese s’interessò per farla espatriare in America.

Un giorno s’imbatte in Occhitristi (Ernesto) che dopo averla osservata per un po’ le propone un lavoro e cioè di allevare il “bambinello”. Lei stupita, non sa se può ma poi accetta, é intenerita da quel piccolo che nessuno vuole, lei sa cosa vuol dire essere soli, non essere di nessuno. Successivamente lo chiamerà José. Non lascia il lavoro in ospedale ed escogiterà modi inusuali per destreggiarsi nelle incombenze quotidiane per non lasciarlo mai solo. Lo accudisce amorevolmente, lo porta con sé in uno zaino nero sulla metropolitana e dovunque vada; nessuna situazione la scoraggia perché ha il dono di vedere con il cuore la bellezza della vita e di affrontarla con fiducia nonostante tutto. Inaspettatamente Ernesto viene a prenderla per portare lei ed il piccolo José a Roma; a casa sua. Quanto stupore per quella bella casa, per le persone che incontra girovagando per i rioni della città, è proprio felice ma…….

L’autrice dedica questa storia alla forza dei sentimenti ed agli stati d’animo che determinano nella nostra vita dei mutamenti radicali impensabili.

Un  romanzo  coinvolgente  e  toccante che attraverso le varie accezioni dell’amore tocca le problematiche gay e l’omofobia, l’amicizia sincera e disinteressata, l’abbandono e la solitudine ma soprattutto ci parla di quell’amore  incondizionato che suscita “Una nuova vita”. 

Gaboardi Angela

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