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2.600 Bambini si prostituiscono in Italia

Hanno tra i 16 e i 17 anni e vengono soprattutto dall’Est. Lo dice una stima della cooperativa sociale Parsec ed è una di quelle notizie che guardi con curiosità e indignazione sfogliando il giornale, ma poi giri pagina.
Perchè dietro quei numeri agghiaccianti intravedi tutto il campionario di umane miserie e marginalità di cui già sai, ma che, in fondo, non ti riguarda. Poi un giorno leggi che due ragazzine dell’età in cui tu sognavi di partecipare ad Amici di Maria De Filippi e diventare famosa, anzi famosissima, vanno con uomini maturi per soldi. Vengono scoperten perchè la mamma di una delle due, quella che più assomiglia alla tua – un lavoro fuori casa, una bambina che all’improvviso cresce e non sembra più lei – assolda un ispettore privato per capire cosa sta succedendo: la ragazza è sempre in giro, quando rientra è aggressiva, ostenta oggetti che lei non le ha comprato. Così viene fuori che ha postato foto equivoche in Rete, che ha convinto a seguirla l’amichetta del cuore, più piccola, più fragile, con una madre un po’ più scombinata. Ha gettato l’esca per incoscienza, sfida, ingenuità e gli squali hanno abboccato.
Il più squalo di tutti è un delinquente di professione, che le dà in pasto a una clientela altolocata con un debole per le lolitine (uno di loro
dice proprio cosi, negli sms intercettati: ”Mi piacciono le lolitine”). Gli incontri avvengono in un appartamento affittato allo scopo, il prezzo pattuito è di 250 cuore (di cui 150 vanno al boss), ma a volte basta una ricarica del cellulare. La volta che non hanno voglia, uscendo da scuola, di fare quelle robe lì, il capo si arrabbia e minaccia. Non è un gioco. Anche se
loro sono due giocattoli. Ma non lo sanno.
Credono di essere furbe e ganzissime a guadagnare soldi facili così. Davanti al questore, a scandalo esploso, la più piccola piange, si rende conto dell’enormità che ha fatto, chiede di essere lasciata in pace e di studiare.
L’altra ha troppa rabbia in corpo per crollare.
E intanto il nostro mondo trema. Quella madre potresti essere tu. Quella ragazzina indomabile la tua. Che non sai mai con chi parla quando se ne sta in disparte a smanettare con il cellulare. Le chiedi le cose e non risponde. O risponde a monosillabi con l’aria scocciata di chi ti tollera appena. Quando esce da scuola, non sai dove va: c’è un buco di ore su cui perdi il controllo. E’ adolescente, bellezza. E’ stato così anche per noi, bisogna fidarsi. Ma si ha la sensazione che ora sia peggio. Ora che gli amici non vengono a casa (e tu comunque a casa non ci sei), non hanno nomi né cognomi né
numeri di telefono né genitori da chiamare in caso di emergenza, ma sono spesso solo nickname collezionati con un I like. Ora che non esistono più diari cartacei da violare all’occorrenza, per capire cos’ha tua figlia, perchè non c’è mai, che succede. Ora che le ragazzine sveglie, che ci sono sempre state, non si limitano a frequentare quelli più grandi e ad atteggiarsi, ma si mettono in vetrina sulla Rete, diventando facili prede. Ora che la scusa della “precocizzazione”, pagare una 14enne per fare sesso sembra una cosa normale, basta dire “Pensavo fosse maggiorenne”. La mia impressione generale è che fare il genitore oggi sia diventato un mestiere difficilissimo.
L’altro giorno ho chiesto ai miei genitori come si fa ad essere dei buoni genitori.
“Purtroppo non ci sono risposte standard Jù, né manuali di istruzione. Si può solo cercare di fare del proprio meglio”.
Jù.
www.alegraaa.blogspot.it/
www.facebook.com/ l a ju franchina

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