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Ciao nonna...

La notizia arrivò, ormai la bellezza di 3 anni fa, in un pomeriggio caldo di Ottobre.
Un pugnale s’infilò di colpo nello stomaco, l’aria mancava, gli occhi non volevano credere a ciò che non avrebbero più potuto vedere, le mani non credevano a ciò che non potevano più abbracciare, le orecchie si chiudevano lasciando alla gola un lacerante urlo sordo.
È passato un po’ di tempo, non tanto, ma io ricordo tutto molto bene, ricordo ciò che provai, che prima di quel momento mi pareva impossibile potesse accadere, mi ricordo il tuo arrivo nella bara, dimora indegna per te, ricordo i parenti, i conoscenti, persone a cui far sentire sempre il solito disco, ripetere le stesse parole, accennare deboli sorrisi intrisi di pianto. Il mio sfogo non avvenne subito, ci volle un po’ di tempo, ma fu devastante. Vecchi concetti da abbandonare, ritrovare le priorità in cui credere, tenere la Fede ben forte e salda, scoprire le proprie debolezze e fragilità tutte in un sol momento. Pilastri che crollano, porte sfondate, un senso di stordimento e di disperazione continuo che grazie al Cielo ho sconfitto. Il profumo nella tua stanza, i mobili lasciati come quando li avevi usati, le spezie nei barattoli, le caramelle, la stanza resta vuota, non più con il tuo sorriso, non più col profumo di pietanze appetitose, non più con parenti festanti la domenica mattina, non più col fiore più bello che abbia mai visto come protagonista della scena. Quel tavolo in cui stavate seduti tu e il nonno ora è vuoto, le seggiole sono più vecchie anche loro, come l’animo, che deve segnare una ferita in più, quel tavolo a cui mi sedevo anche io quando ero invitata da voi a pranzo, quel tavolo che ha visto litigi e concordie, quella finestra da cui tu guardavi seduta sulla tua sedia rosa, il tuo personale trono sul mondo che ormai da tempo avevi chiuso fuori. Neve e pioggia si alternano con sole e nuvole ma tu resti sempre, intatta, una scultura nella mia mente, un pianto che riesci solo tu a calmare, frasi dette mille volte e mai abbastanza per potermene saziare, un amore speciale che non può svanire, nemmeno se cadesse il mondo. Un tesoro da conservare e far rivivere nei miei ricordi, sorrisi tanti, ma pur sempre pochi e mai abbastanza quando arriva il momento dei saluti. Un congedo veloce, inaspettato, fugace, il tempo di un respiro che si fa fievole, una mano che si lascia andare, degli occhi che dagli Angeli si fecero chiudere. Il vuoto che rimane, incolmabile che ti fa capire quanto è vera la frase che dice che una persona non è lo spazio che occupa ma il vuoto che lascia, che nulla può sanare quella ferita che grida dolore, che nulla può spegnere quel sentimento, che quelle lacrime sono come onde alte di marea, talvolta furiose di voler uscire sebbene io lotto per trattenerle ogni volta, ogni volta che parlo di te, che mi parlano di te, che ti penso, che ti vedo in foto, sempre insaziabile il mio bisogno di te. Non mi importa se avevi più di 90 anni, non mi importa chi dice che bisogna farsene una ragione, non c’è ragione nella morte, è solo un fatto, non mi importa di chi dice che la tua vita l’hai fatta e il tempo aiuta a dimenticare, non mi importa di frasi fatte, di scogli sempre troppo alti da superare, desidero avere sempre la Forza che mi da il Cielo per sopportare la tua mancanza, sebbene abbia la tua vicinanza spirituale, devo guardare avanti tenendo però sempre una mano nella tua, portare nel mio cuore il tuo ricordo e tu nel tuo il mio ricordo, perché ti sei presa una fetta grande di me, che nemmeno io mi aspettavo, ma me ne hai data una ancora più grande di te che mi completa. Gli occhi teneri, lo sguardo paziente, una mano sempre pronta a fare una carezza, le braccia sempre aperte in un abbraccio spontaneo per chiunque, specialmente per i più piccoli, una parola buona per tutti, scalda cuore dell’anima tu sei, e a parole non potrei mai definire qualcosa di sovrumano come il mio amore per te. Soltanto Dio sa e mi consola. Grazie Nonna per tutto ciò che hai fatto e scusa per tutto ciò che noi non abbiamo capito. Ti voglio un bene eterno, incolmabile a parole e a fatti, divino! Nuova vita tu sei che la morte non può vincere, perché tu sei la Vita per me!
Laura C-

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