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Remember Me

In viaggio

Per quanto io vada indietro con la memoria, il mio primo ricordo sgradito risale a quando avevo sette o otto anni. Non ho la percezione esatta del tempo, dovrei chiedere a mia madre, ma più o meno successe questo: un mio compagno di classe, durante l’intervallo, mi tirò un sasso in faccia, colpendomi in pieno l’occhio sinistro.
Ecco, ricordo la faccia della mia maestra di matematica, e i discorsi concitati attorno a me: avevo capito che era successo qualcosa di grave, questa cosa mi riguardava e avevo paura. Fui portata in infermeria dalla bidella ( adesso le chiamano collaboratrici scolastiche ), e ricordo che mi sentivo un senso di nausea dovunque, in ogni parte del corpo. Taglio corto: la bidella mi mise del ghiaccio sull’occhio, vidi la faccia della mia maestra di matematica assumere i connotati di sempre, tornare bellissima, e capii che non c’era niente di irreparabile. Avevo sì un occhio un po’ nero, mi dissero poi, ma quell’imperfezione, con il tempo e certe speciali creme che poi mamma mi comprò, si sarebbe risolta in fretta. Niente di che. A distanza di vent’anni, di quell’episodio mi sono rimasti brandelli di memoria piuttosto confusi e imprecisi, ma sì, ancora ci sono. Quando sono diventata zia, mi sono sempre chiesta perchè i miei non avessero strangolato quel mio compagno di classe che mi aveva fatto male solo per gioco, ma questa è un’altra storia e dimostra quanto io sia più vendicativa di loro. Ho letto sul Corriere della Sera che in Olanda alcuni scienziati stanno cercando di mettere a punto una macchina che cancelli la memoria di cose sgradite: hanno già fatto esperimenti su pazienti volontari e per piccole cose ci sono riusciti. Esempio: hanno mostrato alle “cavie umane” filmati molto tristi, come un bambino a cui vengono amputati gli arti. Dopo sette giorni hanno chiesto loro di ricordarlo, e tutti naturalmente erano in grado di farlo: sottoposti però a elettroshock, tutti hanno subito cancellato il ricordo di quel video. Fa riflettere come funziona il nostro cervello, e ancora di più fa pensare a quanto i sapienti di oggi possano influire sul nostro fisico, migliorandolo e guarendolo il più delle volte, ma anche manipolandolo. Non si sa ancora se la memoria di quel video prima o poi tornerà, per ora si è scoperto che i ricordi “freschi”, certo con scossoni notevoli al cervello, possono venire rimossi. Chiedeva la giornalista del Corriere: e voi vorreste cancellare ciò che di brutto vi portate dietro dal passato? ( Tralascio apposta, affinchè possa diventare argomento di conversazione leggero, che tale ricerca è messa a punto per pazienti con malattie serie come la depressione cronica ).
Ci ho pensato: no, no del tutto, assolutamente no. Io voglio ricordare, perchè la somma dei miei ricordi, belli o brutti che siano, fa quella che sono oggi. La memoria è la mia esperienza, è anche quello che ho imparato a non fare più perchè era sbagliato; è anche la vittoria su paure passate. E poi io ho un metodo diciamo naturale per scordare i ricordi: li cancello. Ho dimenticato persone, anni interi, cattiverie subite. Facile per uno psichiatra: rimozione da autodifesa, potrebbe sentenziare. Ma sbaglierebbe. Perchè tutto ciò che di sgradevole, o brutto, o pauroso ho vissuto, non l’ho buttato, io lo metto via, in una sorta di archivio privato. So che c’è, che è ben chiuso a chiave e che non mi disturba più, ma so anche che se voglio tolgo il lucchetto e tutto può riaffiorare. Credo che si diventi adulti selezionando il bello e il brutto, il bene e il male. Ricordando ciò che si vuole scordare. Ho chiesto a mio nipote se ha brutti ricordi. Mi ha mentito: solo bellissimi, zia. Lui mi protegge.
Jù (The Artist)
http://www.alegraaa.blogspot.it/
http://www.facebook.com/laju.franchina

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