NewEntry.eu - Racconti sull'India (5^ Parte)
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Racconti sull'India (5^ Parte)

Sono ore fatte di baracche, fatiscenti che fanno poi posto a capanne costruite con sterco e paglia. Non fosse per il fatto che sto viaggiando su un autobus, sembrerebbe il mondo di 2000 anni fa. Carri trainati da buoi e bambini, uomini e donne in una fila interminabile. Con la testa appoggiata al vetro lascio che la mente vaghi. Già, l’India con i suoi tempi lenti, lascia molto tempo per riflettere, pensare, ricordare. In questa terra la realtà e l’immaginario si fondono. Realtà sono donne che fanno pipì davanti a te, bambini che esplodono di gioia per una penna, per una rupia. C’è poi anche l’India dei furbi, di quelli che per portarti nell’ufficio a fianco ti scarrozzano con la loro Ape Piaggio per tutta la città. L’unico mezzo per raggiungere Goa è l’autobus. Fa solo servizio notturno. Sono 14 ore ed è una delle notti più micidiali della mia vita. E’ un alternarsi di buche, salti, frenate, contraccolpi, odori intensi, puzza. Bambini soli nella notte che salgono, scendono, mi guardano incuriositi. Bambini protagonisti della loro terra che divorano tutto con lo sguardo, con quegli occhi che hanno già visto di tutto, anche ciò che io non avrei mai voluto vedere. Sono stanco, esasperato dal viaggio. Rifletto sul fatto che se il mio primo viaggio all’estero fosse stato in India, forse avrei smesso di viaggiare. Preso dallo sconforto mi ripeto che avrei fatto meglio a starmene a casa mia. Ma sono li’, naso sul vetro, mentre quella terra mi passa davanti.
IL KARNATAKA
La notte passata sul pullman è finalmente terminata. Abbiamo lasciato la regione del Maharashtra per il Karnataka. Stefano aveva voglia di mare. Il solito precario alloggio, a cui comunque sono ormai più che abituato. Il nome di quello che viene definito un “complesso turistico” è Amour Beach Resort. E’ un insieme di costruzioni (chiamarli bungalows è un po’ pretenzioso) in muratura, con il tetto di lamiera, con dei letti “d’epoca” ed uno sgabuzzino con una turca ed un braccio della doccia sopra ad essa. Ha il vantaggio di dare su una spiaggia bella, chiara, lambita dall’oceano. Il posto ha un vago sapore turistico. Direttamente sulla spiaggia vi sono delle capanne. Ci sono i ristoranti, dove puoi mangiare pesce grigliato. Non vi sono molti turisti. Socializziamo con il proprietario di uno dei ristorantini che, per farci cosa gradita, ogni sera, mentre ceniamo, ci delizia con una cassetta di Albano e Romina. E’ un incubo ma non voglio essere scortese e quindi sopporto pazientemente. Qui il tempo è legato al sorgere ed al calare del sole. Ci si sveglia all’alba, si cena al tramonto, e tra le 9.30 e le 10 si va a letto. Al tramonto la spiaggia di Goa si riempie di meravigliose stelle marine che, con i loro tentacoli, molto lentamente si scavano un posto nella spiaggia umida. E’ uno spettacolo unico, come unico è sedersi assieme ai pescatori Indiani, aspettando il tramonto seduti sulla spiaggia, nell’attesa che il cielo si riempia dei suoi piccoli diamanti. Poi questi uomini piccoli, dalla pelle color bronzo, accendono le lanterne delle loro barche e prendono il largo per una notte di pesca. Ha un sapore meraviglioso l’essere li’, insieme a loro, in attesa della notte. Le loro luci fanno compagnia al mare per tutta la notte, in quel moto perpetuo che è l’onda, ed ho la sensazione che comunque mi proteggano da lontano. Ogni cosa ha comunque i suoi inconvenienti. Il bungalow ha fessure in ogni dove e durante la notte si riempie di centinaia di grilli giganteschi e neri che saltano di qua e di là...
Max - italbiker
- continua 6

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