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Le leggi della natura e... l’imponderabilità

E’ il panorama attuale, quello delle catastrofi presentate come “NATURALI”.
Ma …. il più delle volte non sono SOLO naturali!!
La natura crea e distrugge secondo meccanismi propri, segreti all’uomo, per il bene proprio della natura stessa. I fenomeni catastrofici che attualmente si verificano, sono da attribuire ad un sistema complessivo fragile, causato dalle attività antropiche che non si curano degli effetti collaterali. L’abbandono delle aree montane e dei siti rurali, dovuti alla fatica poco remunerata di certi lavori, abbinati all’incompetenza delle gestioni politiche del territorio, hanno fatto sì che la natura si ribellasse alle catene e ai pali utilizzati per sottometterla. L’energia sprigionata dai fenomeni naturali sono il segnale che c’è qualcosa di gravemente sbagliato nel nostro modo di agire, con ignoranza e presunzione umana. Nonostante tutto ciò, si continua a costruire in luoghi sbagliati … realizzando in siti che prima o poi verranno colpiti …anche impianti a forte rischio, come fabbriche chimiche (Seveso) …centrali (Chernobyl) … discariche (in Lombardia 541 abusive – circa 10 autorizzate in pianura). Quarant’anni fa l’onda di piena del Po, ci metteva 5-6 giorni per scendere da monte sino al delta … oggi …. ORE !
E’ incredibile che proprio l’acqua, che garantisce la vita sulla terra, sia il fattore principale che causa queste catastrofi. I nostri scienziati e tecnici non sono ancora in grado di tradurre con formule fisiche o matematiche le leggi della natura ed a prevenire perciò l’IMPONDERABILE !
Ne sono una dimostrazione :
1. Love Canal  (cascate Niagara) , fine 1800 – discarica di 21.000 tonnellate di rifiuti che ancora oggi sprigionano diossina.
2. Seveso, 10 Luglio 1976 – 37.000 persone esposte direttamente alla diossina.
3. Bhopal (India) –fuoriuscita di gas tossico , 3 dicembre 1984 – 4.000 morti , 50.000 contaminati.
4. Chernobyl , 26 Aprile 1986 – nube tossica finoin Europa.
5. Exxon Valdez , 24 marzo 1989 – 41 milioni di litri di petrolio versati sulle coste Asiatiche.
Sicuramente, gli studi di fattibilità per ognuno di questi luoghi erano stati studiati nei minimi particolari … ma ….
Quante “morti bianche” hanno causato questi disastri studiati a tavolino dall’uomo ??
Chi è il colpevole ?? Chi ha firmato lo start up ??
Ovviamente nessun umano … la colpa è stata data alla NATURA !
Saluti, Mario Genini
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