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La luce sugli oceani di M.L. Stedman

M. L. Stedman è nata e cresciuta in Australia occidentale ed ora vive a Londra. Questo è il suo primo romanzo.
Tom era tornato incolume dalla guerra, quell’esperienza lo aveva reso un uomo forte, rispettoso della disciplina e della legge; una persona affidabile. Si sentiva fortunato anche se i terribili momenti vissuti lo avevano segnato profondamente; non lo abbandonavano i ricordi dei compagni persi in battaglia e dei nemici che era stato costretto ad uccidere.
Sceglie di lavorare su un’isola come guardiano del faro, un compito difficile che espone ad una vita spartana ed estremamente solitaria  e svolge coscienziosamente il suo dovere perché da ciò dipende la sicurezza dei naviganti in difficoltà nelle notti tempestose. Tra i suoi compiti, oltre a tenere in perfetto ordine i meccanismi della lanterna, c’é quello di annotare le variazioni climatiche ed aggiornare un registro sugli avvistamenti.
Gli piace Isabel ma è molto timido e temporeggia. Lei, invece, è una ragazza di buona famiglia, allegra e spigliata, è attratta da lui e lo incoraggia. Si sposano, vanno a vivere sull’isola e dovranno soggiornarvi per tre anni prima di avere la licenza di tornare sulla terra ferma ma, ogni tre mesi, un battello porterà  rifornimenti e corrispondenza.
L’amore che li unisce vince la solitudine del luogo selvaggio e ben presto scopriranno alcuni punti incantevoli dove spesso si recheranno per lasciar spaziare lo sguardo là dove si fondono i due oceani: quello australe e quello indiano. Isabel è felice del suo matrimonio e presto resta gravida. Purtroppo partorirà un neonato morto.
E’ giovane e si fa coraggio ma disgraziatamente succederà altre due volte. Il dolore per le mancate maternità getta i due coniugi nello sconforto e nella disperazione di non poter avere figli.
Un mattino Isabel, trovandosi in prossimità della scogliera, sente dei vagiti e scorge una barca arenata sugli scogli. Si avvicina, a bordo giace il cadavere di uno sconosciuto ed una bimba di pochi mesi. Questa bambina può diventare la figlia che non ha avuto ed è talmente grande la gioia ed il suo desiderio di maternità che, tacitando la coscienza, interpreta il suo arrivo sull’isola come volontà divina.
Si convince che basterà non registrare il naufragio e nessuno potrà scoprire che quella bimba non è loro.
Tom non è d’accordo, va contro i suoi principi, ma infine, per lenire la sofferenza della moglie, si lascerà convincere ad omettere l’annotazione.
La chiameranno Lucy perché sarà la luce della loro vita ma, come ogni luce crea una zona d’ombra, così da quel giorno la loro vita non sarà più la stessa. Isabel è appagata, sente che la sua vita adesso è completa. Tom, al contrario, nonostante l’amore che prova per la bimba, è roso dai rimorsi e si interroga se sia giusto trattenerla presso di loro. E se ci fosse una madre che la sta aspettando sulla terra ferma? Quanta sofferenza starà provando? Questa divergenza, anche senza ferme prese di posizione da parte dell’uno e dall’altra, inizia ad incrinare il loro rapporto coniugale. Passano tre anni, arriva il momento della licenza e si apprestano a tornare sulla terra ferma con Lucy ma………..
Romanzo che fa riflettere sulle problematiche che s’incontrano nella vita, sulle scelte che si prendono e sulle conseguenze che ne derivano.
Nello specifico si parla di maternità mancata, di maternità defraudata, del bene e del male.
Isabel, pur sapendo quanto fosse straziante la perdita di un figlio, per realizzare il suo impossibile sogno di maternità  ha defraudato una madre naturale senza considerare la disperazione che le avrebbe arrecato.
Tom, pur avendo condiviso la stessa scelta, è cosciente delle conseguenze e, segretamente, cercherà di porvi rimedio assumendosi tutte le responsabilità del suo gesto e dei dissapori che ne conseguiranno.
In ambedue i casi le scelte sono state dettate dall’amore. 
Questa storia toccante e coinvolgente non colpevolizza ma analizza le peculiarità dei vari personaggi mettendo a nudo le sfumature del loro animo ed esorta il lettore alla riflessione sul come, in situazioni estreme, sia molto sottile la linea che divide ciò che è giusto da ciò che è sbagliato e quindi difficile fare una scelta.
Gaboardi Angela

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