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Marina bellezza di Silvia Avallone

Silvia Avallone è nata a Biella nel 1984 e vive a Bologna, dove si è laureata in filosofia. Conosciuta per il successo del romanzo “Acciaio”, finalista al Premio Strega 2010, torna a far parlare di sé con il romanzo “Marina Bellezza” che, stando alle critiche, non sembra ricalcare il successo del precedente.
Questa storia é contemporanea ed ambientata in un paese del  Biellese attanagliato dalla crisi economica. I protagonisti principali, Andrea e Marina , come tanti altri giovani, cercano di realizzare i loro sogni per il futuro: lui, ventisettenne, è uno studente universitario fuori corso e lavora part time nella biblioteca locale, lei, ventiduenne, vuole diventare una cantante famosa. Li accomuna un difficile rapporto col proprio passato famigliare ed una storia amorosa finita da tre anni. Andrea è il figlio dell’ex sindaco del paese, un avvocato che sgomitando aveva fatto carriera ed era diventato ricco. Nato in cascina da un padre che faceva il margaro e dal quale si era sentito poco amato, la sua infanzia era trascorsa tra le vacche, l’odore di stalla e lo scherno degli amici. Per riscattarsi da quella condizione e raggiungere la posizione che ricopriva si era impegnato duramente: laurea in giurisprudenza, carriera giuridica, carriera politica ed il giusto posto nelle istituzioni.
Il figlio Andrea invece sta valutando di tornare alle origini ossia riavviare l’attività del nonno: rilevare la cascina, allevarvi le vacche da latte e produrre formaggi da vendere direttamente al consumatore. I rapporti famigliari sono quasi inesistenti: ridotti ad una cortese formalità. Suo fratello Ermanno, primogenito, era stato per i genitori un figlio modello: eccellente negli studi, carriera lavorativa a Tucson in Arizona, felicemente sposato con un’americana ed in attesa di un figlio. Andrea era praticamente vissuto nella sua ombra, si era sempre sentito il “secondo”, l’inadeguato. Ciò aveva scatenato una sorda  ribellione agli schemi famigliari e suscitato nei confronti del fratello  rancore ed invidia al punto di compiere un gesto insensato contro di lui. Un giorno si reca dai genitori che, data l’imminente nascita del nipote, gli comunicano di aver prenotato i voli per l’America; lui, in questa occasione, li mette a parte del suo progetto lavorativo. Naturalmente il padre dissente fortemente  da questa scelta, non è certo il futuro che vorrebbe per lui, e umiliandolo gli urla che se vuole la fattoria di Riabella deve acquistarla dall’agenzia alla quale ha dato l’incarico di vendita. Sua madre non si pronuncia; pur non essendo cattiva, semmai indifferente, parteggia sempre per il marito. Una sera recatosi con degli amici ad una sagra nel paese vicino rivede  Marina che si sta esibendo su un palco. Di colpo sente che gli argini che aveva eretto nella sua mente per dimenticarla stanno cedendo: il suo cuore accelera i battiti, la passione riesplode e con essa la consapevolezza che solo lei e nessun altra potrà essere la donna della sua vita. Il destino li ha fatti rincontrare e……..
Marina pur avendo in dono una bella voce ed una bellezza mozzafiato porta nel suo animo i segni di una carenza affettiva. I suoi genitori l’avevano concepita in giovane età  e pochi anni dopo la sua nascita il padre, che si era stancato delle ristrettezze economiche e del ruolo di “buon padre e marito di famiglia”, se n’era andato di casa abbandonandole. Lei è cresciuta con la madre alla quale é molto legata ma, attualmente, è risentita nei suoi confronti per quello che è diventata: per la sua fragilità, per il suo bere smodatamente e per l’uomo con il quale convive; un fallito, proprio come lei.  Marina ha sempre desiderato ardentemente l’affetto del padre che però le è mancato. L’ha incontrato poche volte. Lui é proprio come lo vorrebbe: un bell’uomo, elegante, macchina di lusso, accompagnato da belle e giovani donne con le quali frequenta locali ed hotel di lusso ma che purtroppo non ha mai tempo da dedicarle: sempre troppo impegnato a viaggiare per affari.
La madre, nonostante tutto, è la sua  prima fan nell’avventura che sta affrontando per diventare una star della musica leggera; è orgogliosa della figlia ed ammira la determinazione con la quale insegue il suo sogno. Marina è arrabbiata, con i genitori e col mondo intero, vuole riscattarsi dall’avara vita che ha vissuto. E’ cosciente d’essere un “soggetto” da palcoscenico, oltre alla voce ed alla bellezza ha un corpo che sa muovere con grazia felina per catalizzare il pubblico. Tutto è già programmato nella sua mente. Lei che a quattro anni aveva pubblicizzato in televisione il mobilificio “Aiazzone” vuole lasciare il paese; sa che il successo gli può arrivare solo da grandi città come Roma, Torino o Milano. Partecipa e vince il concorso canoro indetto da un’emittente locale, inizia le comparsate nei supermercati, nelle discoteche e viene avvicinata da un talent scout che si offre di promuovere la sua carriera nei programmi della tv nazionale come “Xfactor” e “Sanremo giovani”. 
E’ diffidente ma poi accetta, è il salto di qualità che aspettava;ora può lasciare il paese per Milano, senza rimpianti, neppure se da poco ha rivisto Andrea e tra loro…...
La scrittrice in questo romanzo approfondisce molteplici tematiche: ci sono i due volti della provincia italiana; quello di Andrea che non vuole arrendersi, desidera ritornare alle origini e riprendere il lavoro dismesso dal nonno e quello di Marina che anela a lasciare il paese attirata dalle luci della grande città e dai riflettori della TV,  ambedue consapevoli  delle difficoltà a trovare lavoro e che il posto fisso è ormai una chimera.  Fa riflettere sulle carenze famigliari e sulle conseguenze che hanno condizionato la vita dei figli. Analizza il sentimento che lega i due protagonisti. Biasima, velatamente, le generazioni che hanno vissuto il boom economico e che, “ubriacate” dal benessere, illudendosi che potesse essere per sempre, non hanno previsto che il loro insostenibile modo di vivere, avrebbe rubato l’avvenire alle generazioni future. Questa storia incita i giovani a non abbandonare la propria terra, le proprie origini, la propria cultura e, seppure arrabbiati e con poche prospettive, a non perdere le speranze nel futuro.
Gaboardi Angela

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