NewEntry.eu - Prestiti e Mutui: in calo le erogazioni - Spesometro
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Prestiti e Mutui: in calo le erogazioni - Spesometro

Prestiti a famiglie e imprese: i dati 2014
Per i mutui ipotecari l’importo medio è stato pari a 141.254 euro, pari al -3,5% rispetto al 2012, per i prestiti personali la flessione è pari al -3,8%, per un importo medio di 12.185 euro, mentre per i prestiti finalizzati il calo è stato del -2,7%, con un importo medio pari a 3.979 euro.
Crisi economica e del lavoro
A motivare il trend fortemente negativo c’è la forte debolezza della domanda interna, soprattutto per quanto riguarda le forme tecniche del credito al consumo e dei mutui immobiliari. Va poi considerata la continua crisi del mondo del lavoro, con un tasso di disoccupazione è continuato a crescere. Infatti, nonostante il 2013 si sia chiuso con segnali incoraggianti, l’anno è stato caratterizzato dal perdurare della crisi economica e da un quadro economico ancora fragile.
Tassi di interesse
A scoraggiare la domanda sono stati soprattutto i tassi di interesse che durante l’anno sono rimasti elevati, anche se hanno fatto registrare un lieve calo. Più in particolare a fine 2013 il tasso medio di interesse sui mutui era del 3,4% circa, ben al di sopra della media europea così come i tassi relativi al credito al consumo (circa al 7,8%).
Comportamenti di spesa
In generare si osserva sostanzialmente un atteggiamento attendista e prudente, a fronte delle incertezze dell’economia e del mercato del lavoro. Sono stati così posticipati gli investimenti sulla casa e gli acquisti di beni e servizi, soprattutto se di importo più consistente o considerati non strettamente indispensabili, producendo così anche una contrazione degli importi medi richiesti agli Istituti bancari e ad un allungamento dei piani di rimborso. D’altra parte anche gli operatori hanno puntato alla cautela e a criteri di forte selettività, sia per le tensioni sui livelli di rischio di credito che per la necessità di salvaguardare la redditività e gli attivi bancari.
Stretta Prestiti PMI, la metà non paga le rate
“Confrontando l’andamento degli importi medi registrati negli anni, a partire dal 2007 attraverso gli anni recenti di crisi dell’economia italiana  si evidenzia una contrazione davvero importante per i prestiti finalizzati (-35% nel 2013 rispetto al 2007). Tale dinamica risponde a comportamenti di spesa più oculati e destinati a prodotti di importo più contenuto. Le variazioni negative degli importi medi per i prestiti personali e i mutui immobiliari risultano decisamente meno marcate, comunque al di sotto del 10% anche se si considerano i livelli massimi raggiunti in questi anni nelle diverse forme tecniche”
Fonte: pmi.it

Spesometro: invio dati per il controllo fiscale
Alla fine, il Fisco sarà a conoscenza di tutte le spese importanti effettuate dai contribuenti (gioielli, viaggi, arredamento, auto), e potrà usarle in chiave antievasione, ad esempio per selezionare coloro da sottoporre ai controlli da Redditometro. Lo Spesometro servirà anche per le verifiche fiscali sui commercianti, dei quali grazie alle comunicazioni degli operatori finanziari saranno note tutte le operazioni effettuate con metodi diversi dal denaro contante.
Guida in pillole al nuovo Spesometro
La normativa di riferimento del nuovo Spesometro è l‘articolo 21 del dl 78/2010, modificato dall’articolo 2 comma 6, Dl 16/2012. Vanno comunicate tutte le operazioni con obbligo di fattura, indipendentemente dall’importo, mentre per quelle senza fattura vale il tetto dei 3.600 euro. Fino al 2010, la comunicazione riguardava solo le spese superiori ai 25mila euro, oggi la soglia è abbassata e lo strumento consente quindi una fotografia più capillare della realtà. La comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA va effettuata esclusivamente in via telematica, utilizzando il modello polivalente a disposizione sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Canone RAI in bolletta elettrica: chi deve pagare
Integrare il canone RAI con la bolletta elettrica? Il Governo ha subito smentito sopo il polverone subito sollevatosi appena la notizia si è diffusa come un tam-tam in rete, ma secondo i bene informati l’idea c’era e come. Se la cosa proposta venisse davvero a concretizzarsi, il governo Renzi potrebbe recuperare 300 milioni di euro (che potenzialmente potrebbero arrivare fino a 600 milioni di euro), un modo in più  per coprire l’attesa misura di taglio del cuneo fiscale, operativamente attuata tramite una ulteriore detrazione IRPEF da 80 euro in più in busta paga.
Chi dovrebbe pagare
In sostanza l’idea di base sarebbe quella di modificare le attuali regole (art. 1 del Regio Decreto Legge del 21/02/1938 n. 246) – che definiscono chi deve pagare e chi no – legando l’imposta non più alla detenzione di apparecchi adatti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive indipendentemente dalla qualità o dalla quantità del relativo utilizzo, ma al consumo di energia elettrica o alla composizione del del nucleo familiare.
Canone RAI su tablet e pc in azienda
In questo modo sarebbero chiamati a versare il tributo anche coloro che ora ne sono esonerati: attualmente sono esclusi dal pagamento del canone RAI coloro che sono in possesso di PC senza sintonizzatore TV, monitor per computer, casse acustiche e videocitofoni. Sono inoltre esenti anche coloro che hanno compiuto 75 anni entro il termine di pagamento, non convivono con altri soggetti diversi dal coniuge titolari di reddito proprio, o possiedono un reddito che unitamente a quello del proprio coniuge convivente non superiore complessivamente a 6.713,98 euro annui.
Canone RAI: confermata la legittimità
L’obiettivo sarebbe duplice: da una parte trovare la copertura per gli sgravi fiscali previsti per i redditi fino a 25 mila euro, dall’altra mettere un freno all’evasione del canone RAI. Metà del gettito (150 milioni di euro) andrebbe al Tesoro e l’altra metà alla RAI. In più sembra che allo studio del Ministero dell’Economia e delle Finanze ci sia anche una trattenuta pari al 10% degli 1,7 miliardi di gettito del canone pagato dal 68,7% dei nuclei (16 milioni e mezzo).
Per ora però non c’è niente di ufficiale, anzi da Palazzo Chigi arriva la smentita, dichiarando che non c’è alcun intervento in previsione: «è un’eventualità non prevista e di una notizia destituita di fondamento».
Cartelle di pagamento:
nuovi interessi di mora da maggio 2014
Aggiornati interessi di mora, che scatteranno da maggio 2014, per le cartelle di pagamento saldate in ritardo, ovvero per le somme iscritte a ruolo e versate dopo i sessanta giorni dalla data della notifica. Gli interessi di mora stabiliti per il calcolo dei maggiori importi sono stati fissati con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate al 5,14% su base annua. Si tratta quindi di un tasso inferiore rispetto al precedente 5,2233%, che rimarrà in vigore fino alla fine di aprile, dopo di che dal 1° maggio scatterà il nuovo saggio. Il tasso di interessi è stato calcolato sulla base della media dei tassi bancari attivi, indicata dalla Banca d’Italia con riferimento al periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2013. Ricordiamo che la mora si applica a partire dalla data della notifica della cartella fino alla data del pagamento e che la rideterminazione del tasso da adottare viene effettuata annualmente, così come previsto dall’articolo 30 del Dpr n. 602/1973.

Bonus 65%:
estese le detrazioni per efficienza energetica
Il Bonus 65%, ovvero la detrazione fiscale prevista per chi effettua investimenti nella riqualificazione energetica degli edifici, spetta anche in caso di installazione di caldaie connesse alla pompa di calore. A chiarirlo è stata l’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), spiegando che si può usufruire della detrazione IRPEF anche per i sistemi di climatizzazione invernale costituiti da un’unità esterna e un’unità interna che, in un unico contenitore, prevedono sia la caldaia a condensazione che una pompa di calore di piccola potenza.

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