NewEntry.eu - Carla Chan e la pietra azzurra - 4^ Parte
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Carla Chan e la pietra azzurra - 4^ Parte

Intanto il Principe Bombo continuava a parlare:
“Così vuole l’Universo e cosi avverrà Maestro Sigufildo ma lasciatemi  pieno potere sulle forze da mandare in aiuto a Carla e Cordel. Sono già pronti l’incantesimo verde e quello azzurro da inviare sulla Terra prima di sera; la Sacerdotessa Vuldiria attende per il  sacro rito.”
“ Principe Bombo, il tempo è poco e si avvicina il giorno della disfatta ahimè. Ti do ampi poteri  noi affinchè  la pace sia riportata  qui e su tutto il Pianeta. Affrettati e che si cominci quindi a preparare il Sacro Fuoco e  la cerimonia di protezione.  La Sacerdotessa Vuldiria insieme alle sue ancelle offrirà l’incenso della vita perché tanta buona fortuna arrivi sul Pianeta...”
“Che i preparativi abbiano inizio per aiutare Carla e Cordel” diceva Bombo mentre si inchinava “Guardiano lasciate che  io vada a raggiungere Vuldiria e che con lei possa inviare le forze protettive del bosco e delle acque
in aiuto ai due ragazzi, la nostra ultima speranza di vittoria.”
“E sia, Principe. Appressati dunque, l’ora si avvicina, avvisa la Sacerdotessa e che si possa trionfare sulle forze del Male portatrici di distruzione e rovina.” In cima al Monte sacro, sul far della sera, la Sacerdotessa Vuldiria ripete le ultime preghiere prima che le porte della città  si chiudano per il coprifuoco:
“Sarai con noi sui campi di battaglia o mistica Legge, ci proteggerai dal nemico incatenato all’antico Male. E il Bene trionferà e tu vivrai per sempre, tu, Vittoria nostra, eterna salvezza.”
“ Principe Bombo ora tocca a te. Ti prego di invocare le forze potenti della Natura mentre l’incenso brucia nel sacro braciere. Che il rito abbia inizio.”
“Guarda qui, la vedi questa scheggia di pietra? Qui, dove guardi? Sotto l’albero!”
“E’ tardi Carla. Le lezioni iniziano tra un’ora. Come spiegherai ai tuoi che sei uscita di casa alle 5.00?”
“Non si accorgeranno di niente, tranquillo. Ho Cris con me e mi renderà invisibile quando entrerò in casa.”
“ Ho il motorino, ti accompagno;  così i tuoi non si insospettiranno. “
“Si, così se ci vedono dovrò spiegare cosa ci facevo con te all’alba, no grazie. Vado a piedi.”
“Ti lascerò a un isolato prima, dai sbrighiamoci. Ma, ma, che succede?
Carla, Carla dove sei? Rispondi… o porca miseria che cavolo sono diventato. Un topo? Ehi che succede, me lo sapete dire? Avete mai visto un topo in moto, eh?”
“Sono qui imbranato, dietro il ramo, mi vedi? Qui Tonto e se penso giusto arriverò a casa in un secondo.  In questo c’è lo zampino di Bo, ci scommetto.
“A dopo amico topo! Non rosicchiarti l’albero per colazione, ci servirà! Ahahah!”
E Carla schizza via come una saetta nel traffico cittadino che già iniziava a bloccare le strade.
Una lucertola? E Bo ne saprebbe qualcosa? Bravo Bo! Ma nei patti non c’era che sarei diventato un topo; che c’entro io?
Me lo spieghi questo, amico?
“Mamma farò colazione a scuola oggi. Non ho sentito la sveglia. E….” “Portati almeno un panino per dopo, Carla Chan!”
“Scusa ma… eh, Chan? Cosa?”
“Tuo fratello stamattina, quel Bo insomma, si è messo in contatto con noi e, devo dire che sono ancora scioccata. Sono stata un’ora a parlare con tuo padre, ehm, il tuo padre terreno, Michele, e con si, beh, quell’alieno.”
“Oddio, Bo un alieno. Sei sicura mamma?”
“Si, si, sicurissima. Ma Carla,  che sta succedendo? Sono così frastornata!
E terrorizzata. Quel tipo strano ci ha illuminati con una luce azzurra e abbiamo visto la tua vita e la tua missione qui e sul Pianeta come in un film mentre dormivamo. O eravamo svegli, io non ci capisco più nulla Carla.
Sembrava così reale dopotutto, ma io e tuo padre abbiamo sognato la stessa cosa. Come ce lo spieghi questo?!? Allora non era un sogno. Era realtà Carla!!! Dovremmo essere orgogliosi di te ma ho paura, si ho paura per te e per noi.”
“Tranquilla mamma e papà come l’ha presa. Sta bene? Dov’è ora?”
“E’ nello studio con, beh si,  tuo fratello.
Noi dovremmo fare da tramite tra il tuo mondo e il nostro e preparare il tuo viaggio di ritorno.
Loro ci aiuteranno a nasconderci e a cominciare una nuova vita, con una altra identità e in una città che non ci è dato ancora sapere. Che guaio, che guaio figlia mia. Non voglio lasciarti.
Perché, perché sta succedendo tutto questo? “
Ero sconvolta anch’io, guardavo la mia mamma e non sapevo se urlare o piangere prima.
Come dirle che il mio regno era in pericolo, che tutti eravamo in pericolo ora che il Tempo  era arrivato? “Sono sicura che Bo prima di andare via vi darà un calmante. E quando tutto questo sarà finito non ricorderete più nulla se vorrete. Loro non obbligano nessuno e riprenderete a vivere senza di me come se nulla fosse successo.”
“Ma è crudele, ingiusto, terribile. Tu sei la nostra unica figlia Carla. E sei così giovane ancora.
Come vivremo io e tuo padre senza di te? No, non è possibile. Non vogliamo lasciarti, non voglio dimenticarti e non lo vuole nemmeno tuo padre. Vogliamo ancora far parte della tua vita, non abbandonarci, te ne prego. Tu sei la nostra vita, tutto quello che abbiamo.”
“Mamma non vi lascerò mai, questo te lo giuro ma ora mi dovete aiutare a trovare la Pietra, il destino di Atlantide è in pericolo.
Potremo riportare gli orologi indietro su Atlantide e impedire la sua distruzione e quella dei suoi abitanti. Con  essa cacceremo i Neri  e tutto tornerà alla normalità come se niente fosse successo. Ci volete aiutare allora, per favore?”
“Ma cosa potremmo fare io e tuo padre, noi siamo dei semplici umani. Non capisco come potremmo salvarti da quelle forze oscure, i Blatteri insomma, come li chiamate voi.”
“L’unica cosa che dovrete fare tu e papà è starmi accanto e appoggiarmi qualsiasi cosa succeda. Ve la sentite di rischiare la vita per me, per qualcuno che non è la vostra vera figlia, la Carla che avete conosciuto finora? Se mi direte di no, sarete dispensati dall’incarico a partire da ora. Vi do la mia parola, mamma.”
“Io e tuo padre ti proteggeremo anche a costo della nostra vita, figlia mia.
E ora raggiungiamo tuo padre. Ci sta aspettando, andiamo.”
“Si mamma, grazie. Vi voglio bene.”
“Anche noi e tanto, Carla.”
Daniela Zacco - continua -5

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