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“Senza limiti”, il nuovo saggio della mia amica Ilaria Caprioglio

Nel 2012 soffrivo di “depressione da post vissuto”. Nonostante fossero passati ormai sei anni dalla morte del mio ex fidanzato, la devastazione pura di aver perso, per sempre, la persona con la quale credevo di passare il resto della mia vita, era ancora un sentimento forte e prepotente dentro di me. Forse un giorno vi racconterò del periodo più cupo e infausto della mia vita, ma adesso no, anche se è indispensabile che faccia questa piccolissima premessa perchè voi possiate comprendere come io e Ilaria Caprioglio ci siamo conosciute. In quell’aprile di due anni fa sono a casa e aspetto di vedere la striscia pomeridiana di “Amici” su Canale 5. Una rivista sbuca dal porta giornali in cucina, non l’ho mai vista prima d’ora a casa mia, si chiama “Psychologies”. L’afferro, la sfoglio distrattamente, non mi sembra nemmeno poi così male, e ad un certo punto resto folgorata dal sorriso travolgente e dalla testimonianza sincera e disarmante nel suo candore, di questa Ilaria Caprioglio, ex modella e oggi avvocato, scrittrice e mamma felice di tre figli. Sento che io e Ilaria, anche se non ci conosciamo, a un “livello superiore”, ci conosciamo eccome, forse perchè entrambe abbiamo vissuto la Paura e solo chi vive la Paura sa cos’è il coraggio.
Divoro il racconto della sua storia e cerco di ingoiare quel momento magico in cui la sua disperazione si è trasformata in coraggio. Perchè il dolore, se non è condiviso, diventa rabbia e disperazione, appunto. Le parole sono il modo più diretto per parlare e stare insieme, anche se magari non si riesce a dire tutto, anche se non ci si conosce. Ma il dolore che accade, a volte, è talmente forte che deve scatenare qualcosa di altrettanto straordinario: il dolore condiviso si trasforma, genera forza. Pochi giorni dopo, nell’ambiguo mondo targato Facebook, decido di cercare Ilaria Caprioglio perchè ho voglia di condividere la mia storia, le mie paure e la mia depressione, con lei.
Quando le scrivo quel messaggio privato, sono come un fiume in piena, sento che Ilaria mi può capire davvero, mi può comprendere.
Sento che la sua testimonianza ha smosso qualcosa dentro di me e glielo voglio dire, la voglio ringraziare per avermi offerto un motivo in più per credere nel domani.
Ecco, la nostra amicizia virtuale inizia così, perchè in fondo, il dolore, come l’amore, è così diverso ma, allo stesso tempo, così uguale per tutti.
Perchè se non c’è peggior angoscia della solitudine e del silenzio, non c’è miglior sollievo che attraversare il dolore e trasformarlo in forza.
Da quell’aprile del 2012 io e Ilaria siamo diventate amiche virtuali e solo due mesi fa, alla presentazione del suo ultimo saggio a Milano, siamo diventate reali l’una per l’altra.
Questa, sono sincera, non è una recensione ma una “laude” a Ilaria e al suo libro.
Conosco Ilaria da un paio di anni, le voglio bene anche se l’ho incontrata molte più volte nei suoi libri e nelle sue parole che di persona.
Finora non ho mai scritto per consigliarvi dei libri perchè il mio viaggio nelle letture e un po’ sconclusionato e consigliare qualcosa a qualcuno, qualsiasi cosa, è sempre un rischio. Il mio canone letterario è un mash-up incondivisibile, tipo mostarda e latte sui maccheroni di Alberto Sordi ne “L’americano a Roma”.
Quest’anno ho letto un sacco di libri importanti, non ve li dico, perchè la letteratura è una sequenza, come la vita, e non si può consigliare un viaggio fuori dalle rotte, o un lutto, o una ferita a un ginocchio, un tramonto in quel giorno, un innamoramento, ognuno incappi nei suoi e ne faccia vita vera. A volte però ci sono libri che uno mentre li legge pensa, “questo potrebbe piacere a...”
Ecco, questo nuovo libro di Ilaria Caprioglio è così. Questo potrebbe piacere a...tutti quelli che mi sono simpatici.
“Senza limiti” è un saggio splendente, bello come il sole che bagna la riviera ligure, da leggere, come dire, tutti insieme anche se ognuno per conto suo, come una canzone che passa alla radio.
E’ un saggio di centocinquanta pagine che io ho letto in pochi giorni, iniziando la sera del nostro incontro e proseguendo spedita fino all’ultima pagina. Questo saggio può piacere a tantissimi, come succede con quei libri che fanno boom.
Lo so che lei qui si metterà paura, ma io dico “Vita activa” di Hannah Arendt, “Avere o Essere” di Erich Fromm, “Camminare” di Henry David Thoreau, insomma, ci siamo capiti, quei libri che alcuni sapientoni dicono di non aver nemmeno letto, perchè fa brutto, eppure...come dice Mastroianni/Guido al tavolino in “Otto e mezzo”: eppure...
E’ un saggio bellissimo e spero che abbia successo, un grande successo, perchè Ilaria Caprioglio è vera, è una bella persona che sa di pulito come i panni stesi, è una giusta.
Mi sono scritta una sua frase sul mio Moleskine, per me è una frase preziosa, che rileggo spesso quando mi sento mangiare l’anima: “Nella vita di tutti i giorni, i toni di grigio sono quelli veramente interessanti”.
Spero che abbia successo perchè fa bene leggerlo, è folgorante nelle sue verità, è come una puntura, una pillola salata, uno schiaffo in piena faccia, una gomitata sullo spigolo.
Ilaria racconta la storia del buio di questi tempi in cui non accettiamo più i limiti.
Tempi in cui viviamo abituati ad avere tutto quello che vogliamo, senza fermarci e accettare ( qualche volta ) i “No” che la natura ci
impone. La questione è: quale mondo ci circonda? Fino a che punto il mondo fuori è diventato il mondo dentro? Ilaria ha scritto un saggio pieno di tante piccole e grandi verità ed è uguale a quello che avrei voluto scrivere io se sapessi scrivere un saggio, e meno male che l’ha scritto lei, così non mi devo nemmeno sforzare e faccio la lettrice, che è un gran bel ruolo, a volte.
Ve lo consiglio come ho già fatto con i miei amici che ho incontrato di persona e permettetemi di ringraziare (senza limiti) la mia amica Ilaria, perchè, involontariamente e volontariamente, mi hai offerto spunti per provare ad essere una persona migliore.
Jù.
http://www.alegraaa.blogspot.it/
http://www.facebook.com/laju.franchina

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