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La Ram: il componente che perde la memoria”

Un nuovo appuntamento con la nostra rubrica: di cosa parliamo? Della RAM. Nel nostro secondo numero abbiamo paragonato questa componente alle braccia e alle gambe del nostro “uomo virtuale”. La RAM permette infatti il movimento dei dati all’interno del dispositivo. La sua denominazione deriva dall’inglese “Random Access Memory”: si tratta di una memoria volatile ad accesso casuale che permette al computer di memorizzare temporaneamente le informazioni dei programmi in esecuzione (principalmente il sistema operativo).

È quindi una memoria funzionale per il periodo di tempo in cui il computer rimane acceso: una volta spento, infatti, la memoria viene svuotata. Nel caso in cui la memoria RAM non dovesse bastare il programma in esecuzione va a sfruttare la memoria del disco fisso (denominata memoria virtuale o memoria di swap). In questo caso le prestazioni del computer calano drasticamente, e il dispositivo diviene praticamente inutilizzabile poiché la memoria virtuale viaggia a una velocità cento volte inferiore rispetto a quella della RAM.

Come è fatta una RAM? E’ un circuito elettronico rettangolare che su ambo i lati presenta chip integrati la cui unica funzione è la memorizzazione in lettura e scrittura dei dati.

La RAM è riposta perpendicolarmente alla scheda madre, solitamente a lato della CPU, con un aggancio meccanico. I chip funzionano solitamente se alimentati dalla corrente della scheda madre, a  differenza del disco fisso che anche se non alimentato mantiene le informazioni.

Esistono tre diverse tipologie di RAM. La prima è utilizzata nei computer fissi (desktop) e in base all’evoluzione tecnologica si parla di SRAM per arrivare alle ultimissime DDR ¾. Ciò che cambia è la frequenza di funzionamento e la larghezza di banda di utilizzo (data rate).

La seconda tipologia è quella istallata nei computer portatili (laptop), nei computer fissi molto piccoli e nelle stampanti da ufficio di alta fascia, chiamata SO-DIMM (small outline dual in-line memory module) e anche in questo caso si parla di SRAM e DDR.

Sono fisicamente la metà delle prime descritte.

Infine l’ultima è la RAM REGISTERED o BUFFERED (RAM ECC), utilizzata solo per i server e costruita per essere montata in più moduli e finalizzata alla riduzione degli errori nella trasmissione dei dati.

Questa tipologia risulta inutile nei computer fissi e portatili perché queste caratteristiche devono essere supportate dalla scheda madre e dal sistema operativo. Questa tecnologia aumenta in modo consistente in costo delle RAM.


Un altro valore importante da considerare per l’acquisto di una RAM, oltre che la frequenza e la larghezza di banda di utilizzo, è la latenza (timings). Quest’ultima è descritta da una sequenza di valori, per esempio 9-9-9-24, e sta ad indicare quanti cicli di clock le memorie devono aspettare per compiere una determinata azione. Normalmente le sequenze di numeri sono quattro, ma ce ne sono degli altri che stanno a rappresentare grandezze nell’ordine dei nano secondi, e per questo non vengono specificate. Il primo numero (in questo caso 9) è chiamato TCL o CAS e indica il tempo necessario a individuare la cella di memoria contente le informazioni richieste.
A parità di frequenza le minori latenze corrispondono a maggiori prestazioni.

Le RAM in generale, soprattutto quelle di nuova generazione, possono lavorare in tre diverse modalità: single, dual, triple channel. La prima tipologia è utilizzata da qualsiasi configurazione, mentre per il dual channel bisogna montare una coppia di moduli identici negli slot della scheda madre dello stesso colore; infine nel caso dei triple channel normalmente si fruttano gli slot color giallo o arancioni.

Lo scopo di questa configurazione è quella di evitare i “colli di bottiglia” dei dati che provengono dal processore verso la RAM.  In questo modo si moltiplica la larghezza di banda con i quali CPU e RAM dialogano.

Cosa controllare prima di acquistare una RAM? In commercio esistono due tipi di sistema operativo: quello a 32 bit (X86) e quello a 64 bit (X64). Nel primo il limite di memoria realmente utilizzabile è di 3 giga, mentre nel secondo non c’è limite alla memoria RAM.

Come è possibile overclockare il processore ciò vale anche per la RAM. Qui l’obiettivo è quello di alzare la frequenza senza aumentare troppo le latenze e mantenendo un voltaggio il più basso possibile.  Ciò avviene solo con RAM di buona qualità, una scheda madre che lo permetta e un sistema di dissipazione del calore adatto che si trova già nei banchi di RAM per pc gaming o pc estremi. 

Della RAM vi abbiamo detto tutto l’indispensabile, l’appuntamento è al prossimo numero, con un altro pezzo Hardware!

In questo numero vogliamo ringraziare Bea, una persona speciale che ci assiste ad ogni articolo! Per qualsiasi comunicazione, domanda, richiesta o proposta scriveteci all’indirizzo mai Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Stefano e Alice - HkStyle

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