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Prudenti come serpenti di Lola Shoneyin

“Perché leggerli”
Prudenti come serpenti è il romanzo d’esordio della poetessa nigeriana Lola Shoneyin.
Attraverso le pagine di questo libro entriamo in contatto con la realtà domestica di una famiglia poligama, istituzione ben nota all’autrice essendo poligame entrambe le famiglie di provenienza dei genitori. Protagonisti della vicenda sono infatti Baba Segy e le quattro mogli: Iya Segi, scelta dalla madre, Iya Tope concessa come ricompensa per un cattivo raccolto, Iya Femi che gli si è offerta per liberarsi dalla miserrima condizione in cui viveva e la laureata Bolane, unica donna che Baba Segy ha effettivamente scelto. In un simile assetto famigliare si alimentano profonde tensioni dovute a tattiche, strategie, giochi di potere messi in atto dalle diverse mogli per emergere agli occhi del marito.  La situazione, di già precario equilibrio, si incrina però irrimediabilmente con l’arrivo della colta e laureata Bolane. Dopo due anni di matrimonio infatti la donna non riesce ad avere figli e, a motivo delle indagini condotte per appurarne la causa, viene svelata la trama ordita da Iya Segi, Iya Tope e Iya Femi al fine di preservare la loro posizione di mogli, ovvero per non cadere in una condizione di profondissimo disonore. Le donne hanno quindi sostanzialmente protetto loro stesse, ma anche il marito, dalla cultura entro la quale sono nate e cresciute. Il romanzo mette inoltre in evidenza come spesso le ripercussioni più gravi di queste tensioni famigliari si ripercuotano sui figli. Questo è esattamente quanto avviene tragicamente nella vicenda narrata. Il lavoro si pone quindi come una riflessione disincantata sull’assetto famigliare poligamo. La lettura è agevolata da un registro ironico, scelto al fine di  veicolare al meglio i contenuti che sono invece drammatici. Anche l’impostazione del lavoro mantiene desta l’attenzione del lettore. La vicenda non si sciogli in ordine cronologico ma in ciascun capitolo un personaggio prende la parola e ci svela i retroscena della famiglia di Baba Segy, permettendo di avere gradualmente un quadro completo della situazione.
Nella parte conclusiva della narrazione questo assetto famigliare imploderà ed il fallimento di tale istituzione si evince proprio dalle parole conclusive del capofamiglia che rivolgendosi al figlio primogenito lo invita, quando sarà adulto,  a sposarsi con una sola moglie.
Descrivendo quindi le vicende di una famiglia presa ad emblema della istituzione matrimoniale poligama (siamo in Nigeria ma il paesaggio è inesistente ad indicare che la riflessione è universale) la scrittrice denuncia questo assetto famigliare ed individua anche lo strumento di emancipazione messo a disposizione delle donne, ma anche degli uomini (Baba Segy non sarà esentato dalle pesanti conseguenze della vicenda), l’arma che Bolane possedeva a differenza delle altre mogli: l’istruzione.
Grazioli Alessandra

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