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L’austerità spiegata ad Alberto della pizzeria

Ormai è diventata una parola diffusa tra politici ed economisti: l’Austerità. Tutti parlano di
politiche di austerità. Ma quali sono queste politiche, cosa vuol dire Austerità? Alberto! Porta una pizza gigante ma leggera, mi raccomando. Fammi una pizza “Renzi e Monti”, quella con 4 uova, peperoni, cipolla e acciughe e 2 birre, che ti spiego perché tra qualche mese CHIUDERAI la pizzeria. La tua pizzeria che qualche tempo fa vendeva 300 pizze a sera, adesso ne vende 100, non perché la tua pizza sia improvvisamente diventata cattiva, ma perché la gente non ha più i soldi per comprarla; e le persone non lavorano, non perché non ci sia da fare, ma perché non ci sono soldi in giro.  E Lo Stato cosa ti dice? “Per guadagnare di più devi avere il personale flessibile, il cameriere deve essere flessibile, il pizzaiolo deve essere flessibile e devi essere più competitivocon le altre pizzerie!
L’unica cosa non flessibile sono le tasse…”
Per austerità in politica economica si definisce la politica di bilancio dello Stato fatta di tagli
alla spesa pubblica con l’obiettivo di ridurre il deficit pubblico. Sai come? Con la riduzione dei servizi pubblici e l’aumento delle tasse. OK? Hai capito? Vabbè, te lo spiego meglio! Puoi frustare il personale, puoi lavorare 25 ore al giorno, puoi fare tutti i corsi di marketing, puoi spendere quello che vuoi in pubblicità, ma pizze ne venderai sempre meno, quindi guadagnerai meno, ma lo Stato per gli accordi europei ti tassa a morte. Lo Stato aumenta le tasse e taglia la spesa e i servizi, cioè taglia posti di lavoro e la tua clientela si trova disoccupata e senza soldi. Zero pizze! Invece in questi momenti lo Stato deve spendere, cioè creare posti di lavoro e tassare meno di quanto spende così da lasciare qualcosa ai cittadini che spendono anche nella tua pizzeria. Albertoooooo! Dai su non piangere. Troverai lavoro in qualche McDonald’s, ma te lo devi meritare, ovviamente devi essere flessibile e competitivo.
Giuliano Loddo

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