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Padoan, pensioni e Co (vip)

Nel suo intervento al festival dell’economia di Trento fatto il 31 maggio il ministro Padoan ha
assaggiato il terreno per una possibile ed ulteriore riforma pensionistica. A fine intervento ha
fatto una parziale rettifica ma il sasso ormai è stato lanciato. L’idea espressa è chiara:
aumentare l’età pensionabile! Tenuto conto che Il problema che la previdenza sociale finisca i soldi esiste solo nell’area dell’eurozona dove gli stati non hanno sovranità monetaria e che lo scopo delle riforme previdenziali non è mai stato migliorare la condizione dei pensionati (che invece vengono costantemente peggiorate), ma favorire i fondi pensione e quindi la speculazione finanziaria, allora dobbiamo capire perché Padoan spara una cannonata di questo genere.
Il 28 maggio, prudentemente dopo il voto Europeo, c’è stata la relazione annuale del COVIP
(Commissione di vigilanza sui fondi pensione) con le considerazioni del suo presidente Rino Tarelli. La relazione ha affrontato i temi dell’attuale crisi utilizzando al meglio le superstizioni economiche con cui ingannarci. Del resto cosa aspettarsi da un laureato in filosofia che ha fatto carriera dentro il sindacato della cisl? Ed ecco che a pagina 15 la relazione arriva ad analizzare la diffusione della previdenza privata per sottolineare in più passaggi un grosso problema: ai dipendenti pubblici la previdenza privata non interessa! Ed allora è necessario, suggerisce il mediocre Tarelli (perché altrimenti sarebbe in malafede e quindi un farabutto), trovare dei sistemi incentivanti per aumentare tra i dipendenti pubblici l’adesione ai fondi pensionistici privati. Poiché le carote sono finite ecco che Padoan preannuncia il 31maggio a Trento che ricorrerà al bastone. Ovvero vedrete che a furia di bastonate e riforme verrà aumentata l’età pensionabile rendendo impossibile raggiungere una pensione contributiva decente così da convincere alla fine anche i dipendenti pubblici a risparmiare a favore dei fondi pensione privati. Oltre a distruggere ulteriormente le conquiste dei lavoratori fatte in decenni sul fronte previdenziale, questo determinerà degli ulteriori danni per l’economia. Infatti se all’interno di un sistema economico ci sono risorse che vengono immobilizzate come risparmi, significa che una parte del reddito aggregato non viene spesa, e la mancata spesa si traduce in produzione invenduta, a cui le imprese fanno seguire licenziamenti, ovvero più disoccupazione. I soldi versati nei fondi pensionistici privati sono risparmio, e come tale innescano la catena causale che aumenta la disoccupazione! E purtroppo non è finita. Sapete in cosa investono per il loro 50% i fondi pensione? In titoli di stato! Cioè questi fondi vanno anche a rastrellare profitti finanziari a spese degli stati che, per pareggiare i loro bilanci, pagano uccidendo di tasse i propri cittadini. E alla fine leggeremo sui giornali di essere anche degli incontentabili visto che il governo di sinistra di Renzi e PD fa le riforme salva bilancio dello stato e noi non le sappiamo apprezzare!
Giuliano Loddo

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