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Soncino (Cr.)

Pur distando solo una cinquantina di chilometri da casa mia, a Montichiari, non ero mai stata a Soncino, uno dei Borghi più belli d’Italia. La Cinta Muraria medioevale, massiccia, accoglie i visitatori che possono entrare nel borgo da quattro “porte” formate da colonne di marmo bianco. Maestosa la Rocca Sforzesca, del 1400 e poi ristrutturata nel 1800, che tra stretti passaggi, sotterranei, prigioni, stanze arredate con mobili d’epoca e altre spoglie, ti fa immergere in un mondo lontano e affascinante e in un attimo si immaginano scene di vita quotidiana di allora tra queste possenti mura, soprattutto di assedi e di battaglie. Peccato soltanto che non ci sia una guida che illustri la storia di questa rocca, si apprezzerebbe ancora di più. Molto interessante la Casa dello Stampatore, dove pur essendo solo io e mio marito in visita, una signorina molto gentile e preparata ci ha spiegato molto bene la storia degli stampatori ebrei che lavorarono a Soncino per parecchi anni nel 1400 e che proprio pe riconoscenza alla città che li aveva ospitati, presero il nome di Stampatori Soncino, spostandosi poi in tutta Italia e fino a Costantinopoli. Le varie macchine da stampa di fine 800 e inizio 900, alcune delle quali ancora funzionanti, la ricostruzione di un torchio in legno del 400 e materiale di varie epoche, affiancate da video, hanno completato le informazioni necessarie a comprendere un po’ la storia della stampa. Altrettanto accattivante il Museo della Seta, gestito da un privato, il sign Enzo Corbani, appassionato di quest’argomento, al quale il Comune ha dato una stanza nell’ex filanda per esporre il materiale prezioso e raro che ha raccolto in parecchi anni di ricerca in tutta Italia e che gratuitamente mette a disposizione dei visitatori , ai quali su richiesta racconta con piacere l’affascinante mondo della seta. Meravigliosa la Pieve di Santa Maria Assunta, ristrutturata dopo un terremoto nel 1800, già imponente vista dall’esterno, con due leoni in pietra all’ingresso, stupisce entrando per la ricchezza di dipinti sia sulle pareti che sul soffitto a volte , di un turchese brillante, dove un’infinità di stelle dorate danno l’illusione di essere immersi in una Chiesa a cielo aperto. Interessante anche la Chiesa di San Giacomo, romanico lombarda, con il campanile ettagonale e vetrate del 1400. La visita è piaciuta a me e mio marito anche per la tranquillità che abbiamo respirato in questa cittadina. Passeggiando nel centro storico infatti, abbiamo costatato il poco traffico, quasi che il borgo voglia rispecchiare i suoi monumenti storici e vivere ancora un po’ nel passato. Molte le case con mattoni a vista, con lavorazioni murarie antiche, abbellite da vasi di fiori multicolori...un paese ben curato che merita una visita! Olfi Ornella
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