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La mano di Fatima di Ildefonso Falcones

Ildefonso Falcones è nato nel 1959 a Barcellona dove vive con la moglie e quattro figli esercitando la professione di avvocato specializzato in diritto civile. Il suo romanzo d’esordio “La cattedrale del mare” è stato un successo sensazionale in tutto il mondo con 4 milioni di copie vendute. Nel nostro paese nel 2007 è stato il romanzo d’esordio di maggior successo e si è aggiudicato il Premio Boccaccio Sezione Internazionale. Nel 2009  ha pubblicato il secondo romanzo “La mano di Fatima” e nel 2013 il terzo intitolato “La regina scalza”. Questo libro narra le vicende politico-religione succedutesi in un paese delle Alpujarras, nel regno di Granada in Spagna, nell’arco temporale che va dal 1568 al 1612.  Sono gli anni in cui i moriscos (musulmani costretti alla conversione forzata) stanchi dei soprusi, delle umiliazioni e della barbarie dell’Inquisizione  insorgono contro i cristiani che, in nome della religione, li vuole soggiogati ai propri usi e costumi ed al “Credo” cattolico.
Inizia così tra le due fazioni una lotta spietata  il cui esito, nel 1609, vedrà il popolo musulmano perdente ed espulso definitivamente dalla Spagna. La sorte di questa gente può essere assimilata a quella degli ebrei ed anche a quella delle civiltà native dell’America latina che subirono la campagna di conquista ed evangelizzazione condotta dai conquistadores spagnoli.
Numerosi i personaggi che affollano questo tomo epico: i nobili regnanti, le loro corti ed i loro eserciti, il clero e gl’inquisitori, i briganti, i corsari ma soprattutto i popolani che vivono nelle comunità dei moriscos e dei cristiani e tra di essi c’è chi emerge per i propri pregi e chi, al contrario, per le proprie nefandezze.
Hernando Ruiz è un ragazzo quattordicenne, magro, agile e forte. I lineamenti lo accomunano agli altri moriscos ma lo distinguono da essi  la carnagione, che è chiara e non olivastra, ed i due grandi occhi azzurri. Egli è frutto di un oltraggio, uno stupro, subito dalla madre Aisha da parte di un prete cattolico. Per il suo sangue misto non è bene accetto né dalla sua gente né dai cristiani. Si occupa di governare le mule del padre adottivo Brahim, un uomo rozzo e brutale,  ma, essendo stato istruito dal prete del paese, sa leggere, scrivere l’arabo e fare di conto. Quando inizia la rivolta ha l’opportunità di riscattarsi dall’onta della sua nascita e dalla misera condizione sociale in cui versa.
Durante gli scontri il suo coraggio e la sua bontà d’animo salveranno sia musulmani che cristiani e, tra gli altri, la madre, alcuni famigliari, un nobile, che in futuro saprà essergli riconoscente, e Fatima, la ragazza di cui si innamorerà e che dovrà contendersi col padre. Il loro sarà un amore intenso, sofferto e travagliato. Il destino sarà loro avverso e  li separerà. Nel corso degli anni Hernando incontrerà altre donne per le quali nutrirà ancora amore ma non sarà più un sentimento così passionale.
La sua rettitudine lo farà benvolere alla corte del nobile spagnolo, lavorerà nelle sue scuderie e diventerà un ottimo  allevatore  di cavalli, migliorerà la sua condizione economica suscitando però l’invidia ed il rancore di alcuni cortigiani. La sua istruzione gli permetterà d’infiltrarsi presso la comunità cristiana, di lavorare nella loro biblioteca, e, segretamente, cospirare in favore della religione musulmana.
Nonostante la vita avventurosa, vissuta con alterne fortune, sarà sempre sorretto dalla sua fede. Lo scopo della sua esistenza, coadiuvato da altre persone, sarà quello di mantenere vivi, all’interno della comunità,  gli usi ed i costumi dei moriscos e di tramandare i dettami del Corano. Nel racconto, a causa della difficile convivenza tra le diverse religioni, in nome delle quali non esiste né buon senso né tolleranza ma solo la pervicacia dell’una nel voler catechizzare l’altra,  emergono sentimenti forti come l’amore, la passione, l’odio, la vendetta, la crudeltà e la disillusione. L’autore narra un’ampia pagina della storia spagnola che ho trovato pesante e lenta nella prima parte, probabilmente a causa dell’argomento guerra, ampiamente descritto in tutta la sua crudezza, e per gli atti di estrema violenza compiuti contro i vinti mentre, successivamente, diventano coinvolgenti ed appassionanti le gesta di questo paladino della religione islamica.
Gaboardi Angela

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