NewEntry.eu - Il peso dell'India

Il peso dell'India

E’ pesante talvolta da reggere tutta insieme...
Non è mai vero quando vi dicono che bisogna essere pronti, non lo si è mai davanti a tale spettacolo, di splendore e sporcizia che fanno coppia fissa. Il peso dell’India nei suoi infiniti rumori, nei clacson dei camion che non finiscono mai, degli urli della gente per strada e dei muezzin all’altoparlante, il peso della povertà che si mostra senza filtri ne sconti, il peso di uno sguardo affaticato e mutilato, come quello delle donne che non ha nessun valore, il peso dei loro mille sari drappeggiati sotto un sole torrido, il peso dei burqa color pece che trascinano corpi lungo l’asfalto, per mano bambini che non sanno porsi alcun perchè... il peso immane dei suoi fastosi palazzi, in cui immagini svolazzare qualche pavone, o una principessa giocherellona, che però vive solo nella nostra fantasia occidentale, e neppur lontanamente può essere felice tra quelle mura, dorato èil guscio ma dentro il sapore è molto amaro... il peso della lentezza di una burocrazia impazzita, dell’attesa infinita per ottenere qualcosa, del suo caldo sole che non aspetta nessuno, della spazzatura che forma dei monti, sulle strade e in mezzo ai fiumi, raccontando di cose già viste e che subito stancano. Il peso dell’India anche di quella che non vuoi vedere, delle case di lusso che appena fuori hanno una fogna a cielo aperto, scorre lento il tempo e per qualcuno ha perso senso, come per i mille negozi di gioielli lungo le strade, che cercano di accaparrarsi il prossimo cliente che non c’è, o di quella donna che chiede l’elemosina nera di sporco, mentre trascina con sè il suo fagotto di stracci, antichi splendori di una vita che non è riuscita bene, di frammenti lasciati a metà tra le righe di un poema, che qualcuno non ricorda più perduto tra i rami della giungla. Il peso dell’India negli sguardi assillanti degli uomini, che non sono ancora abituati alla libertà della donna, della frustrazione di dover essere brave madri e spose, il tutto condito da finti sorrisi il giorno delle nozze, per mascherare dietro un tempio muto qualche colpa, per non poter parlare quando si vorrebbe, perchè la vita qui non vale poi cosi tanto...
Laura Casarini

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