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Il fabbro di Fabriano

Nello stemma di Fabriano campeggia un fabbro che batte il ferro sull’incudine. Questo artigiano aveva la fucina sotto un ponte, presso un largo spiazzo sul greto del fiume, tra il quartiere di Poggio e quello di Castelvecchio. Tutti, prima o poi, avevano bisogno di lui. Tra i suoi clienti c’erano due fratelli che si odiavano a morte, tanto da vivere lontani tra loro il più possibile: l’uno a Poggio e l’altro a Castelvecchio.   Quando dovevano andare dal fabbro, evitavano di incontrarsi. Ma la curiosità era più forte del rancore: “Che cosa dice di me mio fratello?” chiedeva il primo. “Molto bene, messere! “ rispondeva il bravo fabbro. “Vi ha parlato per caso di me, quel briccone?” chiedeva l’altro.
“Altroché, e molto bene!” assicurava l’ operaio.
Ma un brutto giorno i due fratelli si incontrarono sul ponte e subito litigarono; se ne dissero tante che finirono per sfidarsi a duello. Si trovarono così di fronte sul greto del fiume. Da lontano, la gente stava a guardare. Richiamato dal brusìo della folla e dal cozzo delle lame, il fabbro accorse: “Che fate, messeri?” gridò. “Per l’amor di Dio! Ricordatevi che siete fratelli!” I due forsennati rimasero interdetti. “Perché dobbiamo ucciderci?” gridò uno di loro. “Che ragione c’è, infine, perché continuiamo a odiarci così?” soggiunse quindi l’ altro. E, colti da un’improvvisa commozione, i due lasciarono cadere le armi e si abbracciarono. In memoria di quella riconciliazione, gli abitanti di Fabriano scelsero la figura del buon fabbro per decorare lo stemma della loro città, stemma che è rimasto fino ad oggi.
HANNES SENONER 2000/2001
Fonte: www.schule.suedtirol.it

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