NewEntry.eu - Bisogna ridere prima di essere felici, per paura di morire senza avere riso”. Jean de La Bruyère, I caratteri, 1688
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Bisogna ridere prima di essere felici, per paura di morire senza avere riso”. Jean de La Bruyère, I caratteri, 1688

IL PEDINAMENTO
Mentre sta passeggiando, una bella ragazza si rende conto di essere stata seguita da più di 20 minuti da un bel ragazzo. Turbata, dopo qualche attimo di riflessione, torna indietro e gli dice: “Adesso basta! Non osi seguirmi fino a casa, al numero 21 di questa via, terzo piano camera 305, quinta porta in fondo a destra dopo l’ascensore...”
LA MINIGONNA
Una bionda spettacolosa, con una minigonna microscopica sale sull’autobus attraendo lo sguardo di tutti gli uomini che ci sono nelle vicinanze.
Una signora dice a suo marito: “Non è vergognoso il modo con cui tutti gli uomini guardano il sedere di quella bionda che è salita sull’autobus?”- E il marito: “Quale autobus?”
IL MALINTESO
Questa è la storia di due gemelli, Roberto e Riccardo. Roberto era proprietario di una vecchia barca che, per coincidenza, affondò nello stesso giorno in cui morì la moglie di Riccardo.
Alcuni giorni dopo una vecchia signora vide Roberto e, scambiandolo per Riccardo, gli fece le sue condoglianze: “Ho sentito della sua perdita. Deve essere stato terribile. Immagino che lei si senta a terra...”
“Beh, tutto sommato sono contento di essermene sbarazzato. Tanto per cominciare era un vecchio rottame che puzzava di pesce marcio. Perdeva continuamente acqua, aveva un buco di dietro e uno ancora più grande davanti. Tutte le volte che la usavo il buco davanti diventava sempre più grande e lei si ammollava in una maniera disgustosa. Si è definitivamente rovinata quando l’ho affittata a quattro tizi che cercavano qualcosa per divertirsi. Glielo avevo detto che ormai non era più buona a niente, ma loro l’hanno voluta prendere lo stesso. Quei cretini hanno cercato di usarla tutti e quattro insieme e ovviamente si è spaccata nel mezzo.”
La vecchia signora sviene.
LA RICONOSCENZA
C’era una volta una vecchietta che viveva tutta sola nella sua casupola con l’unica compagnia del suo gatto. Un giorno vide nel giardino una rana che era rimasta presa in una trappola per topi. Nonostante detestasse gli animali (a parte il suo gatto), la liberò dalla trappola, la portò in casa sua e le diede da mangiare e da bere. Allora la rana si trasformò in una bellissima fata che le disse: “Visto che sei stata così buona con me, realizzerò tre tuoi desideri.” La vecchietta disse: “Voglio tornare ad essere giovane e bella”. “Così sia” disse la fata, e la vecchietta si trasformò in una bella ragazza. “Come secondo desiderio voglio che la mia casupola diventi un bel castello” “Così sia” disse di nuovo la fata e la casetta divenne un magnifico maniero. “Infine voglio che il mio gatto diventi un bellissimo principe che mi ami” “Così sia” disse per la terza volta la fata, e il gatto diventò un bel giovane, alto, moro e con gli occhi blu, che si rivolse alla vecchia e le disse “Adesso sei pentita di avermi fatto castrare, vero?”

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