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L’abbiamo letto tante di quelle volte che ormai dovrebbero saperlo tutti. I giornalisti l’hanno anche scritto in occasioni innumerevoli e però eccoci ancora qui, questo racconto è la prova che gridare al lupo non basta mai. Si tratta di lupo vero, di delinquente, di violentatore, non di allarme tanto per spaventare. Mamme, nonne, figlie, signorine di belle speranze e signore di speranze un po’ sfilacciate, imparatelo una volta per sempre, stampatevelo nel cervello: il monito appare fin banale tanto è stato ripetuto, ma lo dico anche io, ancora una volta: lasciate perdere le chat, i siti di incontri, tutto quello che sa di social network dove si può incappare in uomini disonesti. E’ chiaro e scontato che non tutti i navigatori di Internet lo sono, ma è chiarissimo che molti, non pochi attenzione, si infilano in Rete per pescare donne sprovvedute e ingenue. Piantatela di fissare appuntamenti al buio: è sempre più probabile che si trasformino in disgrazie e spaventi terribili, se va bene.
La storia che vi racconto questa settimana è quella di una ragazzina di 15 anni che chattava un po’ per gioco, un po’ forse per scoprire i brividi di un amore che sentiva essere “proibito”, che giocava anche a fare la donnina.
E infatti su Internet si dichiarava maggiorenne. Passano i giorni e la ragazza conosce virtualmente un uomo, che sembra così carino, e interessato e gentile...eccoci al primo campanello d’allarme: va profondamente capito che per i delinquenti Internet è uno scudo formidabile. E’ il luogo delle parole, dell’imbroglio senza metterci la faccia.
Nessuno deve sembrarci così delizioso e per bene se prima non l’abbiamo conosciuto in carne e ossa, se non sappiamo chi è, dove vive, chi frequenta, che lavoro fa.
Dunque la ragazza chatta e viene adescata. Quell’uomo di 44 anni così gentile, dai e dai si fa dare il numero di cellulare ed ecco che da virtuale la conoscenza si fa pressante. Sicuramente pericolosa. La chiama, la richiama, la irretisce: gioco facile per un mascalzone con una
quindicenne che è entrata in un mondo più grande di lei. Insomma, si danno appuntamento di persona, “è ora che ci conosciamo”. Ci va, la ragazza, e ci va anche lui.
Luogo del primo incontro, i pressi della stazione Termini di Roma. Non so come l’uomo abbia convinto la ragazza a seguirlo fino a casa sua, però lo immagino facilmente: come sei bella, un fiore, per fortuna ci siamo conosciuti, diventeremo amici, vedrai che bello. I brogliare una ragazzina che si affaccia alla vita è un disgusto doppio: troppo facile gonfiarle i sogni, e perchè no la vanità, che male c’è a sentirsi corteggiate, proprio nessuno se lui non fosse un maniaco. Ed ecco che la preda finisce nelle grinfie del cacciatore: la porta dell’appartamento si chiude, un doppio giro di chiave e la testa che gira di più. Paura, terrore, come faccio adesso.
Il lupo costringe l’agnello a spegnere il cellulare o glielo spegne lui. E ferocemente, ripetutamente, la violenta.  Nei battiti di un cuore impazzito si aggrovigliano incubi e sogni in pezzi come cocci di vetro: era gentile, come faccio a dirlo alla mamma, sangue, dolore. La morte vicinissima, che strano odore, c’è buio dappertutto. La mamma, proprio, sarà la salvezza della preda. Perchè dopo ore che le telefona senza risposta, ha l’intuizione di chiedere all’altra figlia di chiamare l’amica del cuore della sorella. La quale ha il numero di cellulare dell’orco. Drin! Drin! Accade ciò che non accade mai: il mostro risponde.  Vile, disgustoso, impaurito dal suo stesso orrore. Accetta un appuntamento con la signora, si presenta e, grazia ricevuta davvero, riconsegna la ragazzina.
Intanto è viva ed è già molto. Impiega tante giustificazioni, lacrime, la vittima, a superare la vergogna e a parlare alla mamma. Le racconta l’orrore, lo stupro, il terrore. In ospedale le riscontrano i segni indelebili della violenza e partono le indagini.
L’uomo non è a casa, ma in casa trovano un paio di valigie pronte per la fuga. Lo intercettano nei pressi dell’ufficio dove lavora la sua compagna (un’altra vittima, forse scampata alla tragedia) e per fortuna, grazie al cielo e alle forze dell’ordine, lo arrestano. Tante cose sono un gran peccato in questa storia: i sogni che la ragazzina non avrà mai più, ad esempio. Ma anche non avere la foto del delinquente da pubblicare grande.
La Jù.
LA LISTA DEL MESE

VISTO:
• Babel, Alejandro Gonzàlez Inarritu
• Re della terra selvaggia, Benh Zeitlin

LETTO:
• L’amore è tutto. È tutto ciò che so dell’amore
di Michela Marzano

ASCOLTATO:
• Un giorno di sole, Chiara Galiazzo
• Lorenzo CC 2015, Jovanotti
• Ti presento Maverick, Veronica De Simone

http://www.alegraaa.blogspot.it/
http://www.facebook.com/laju.franchi

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