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“Disperazione” di Vladimir Nabokov

Alla riscoperta della letteratura mondiale del Novecento, seconda tappa: Russia
Il libro appartiene al  genere del thriller, è una detective story. Ad inizio narrazione il protagonista, Herman, è a Praga per un viaggio d’affari e si imbatte in un vagabondo la cui fisionomia gli pare identica alla sua. Questo incontro lo induce ad escogitare un piano diabolico che gli potrebbe permettere di risolvere tutti i suoi problemi economici. La narrazione, in flashback, è condotta in prima persona direttamente dal protagonista del romanzo. Ovviamente in realtà l’autore è ben presente ed a poco a poco, permettendoci di cogliere le reazioni dei personaggi ai ragionamenti/comportamenti del protagonista oppure sottolineando come nella narrazione si registrino delle incoerenze, ci fornisce le informazioni necessarie per leggere la vicenda in modo consapevole!
 Herman, sin dalle primissime battute parla direttamente al lettore assorbendolo nel processo di stesura del testo. Gli si rivolge per valutare quale vocabolo scegliere, descrive l’impostazione del testo sulla pagina bianca, le circostanze entro le quali sta lavorando. È da riconoscere che questa tecnica narrativa può disorientare il lettore che ha l’impressione di essere alle prese con un teso inconcludente. Lo Spannung si concentra infatti tutto nella seconda parte del romanzo. Per il primo centinaio di pagine, quindi per il lasso di tempo in cui il protagonista sta escogitando il suo piano, anche la narrazione non decolla. Assistiamo a lunghi preamboli, descrizioni di luoghi ed avvenimenti apparentemente avulsi dalla vicenda narrata. Nella seconda parte del testo ritroviamo però il bandolo della matassa e riusciamo ad incasellare ogni dettaglio! A poco a poco la vicenda diviene nitida, si iniziano a possedere elementi sufficienti per inquadrare correttamente i personaggi, in primis il protagonista, e comprendere che la prospettiva della voce narrante è parziale, che la realtà è altra rispetto alla versione narrata. È inoltre  difficile non stupirsi difronte al finale a sorpresa, allo svelarsi delle motivazioni che hanno indotto il protagonista/narratore a redigere il testo e che l’hanno guidato nella scelta  del titolo.
Concludendo, vi consiglio caldamente di cimentarvi nella riscoperta di questo autore classico russo….e non fatevi scoraggiare dagli eventuali scogli inziali!
Alessandra Grazioli

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