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8^ Margheritina: Ambivalenza

Ottava margheritina.
L’ambivalenza è provare sentimenti opposti verso le persone che amiamo, cioè verso la persona che sposiamo.
Non proviamo solo sentimenti di amore, affetto, tenerezza, disponibilità, desiderio. Troviamo anche il contrario: rifiuto, non sopportazione, un po’ di odio, un po’ di rancore. Questa è l’ambivalenza. Traducendo in parole semplici, ci saranno dei giorni che direte come sono innamorata di mio marito e ci saranno dei giorni che vi chiederete, ma io come ho fatto a sposarmi un uomo così? Dei giorni che desiderate andare a letto con il marito, e dei giorni che guai se vi sfiora con un dito. Dei giorni che dareste la vita per i vostri figli, e dei giorni che li butteresti dalla finestra. Questo non significa che non amo più mio marito o i miei figli. Questa è la realtà, fa parte della vita provare queste cose opposte. Non parliamo di noi donne per questioni ormonali, di ciclo, ci sono dei giorni al mese che già facciamo fatica a sopportarci da sole, ci sono coppie che litigano per anni a scadenza mensile, non si rendono conto. Se poi il marito osa dire: “sarà perché aspetti le tue robe”,  le mogli si arrabbiano. Perché pensate che se il marito dà la colpa al mestruo, vuol dire che non considera abbastanza la mia sofferenza. Anche gli uomini hanno i loro cicli, ma è molto più lungo... non è visibile. Chi non sa che c’è l’ambivalenza metti in discussione tutto: l’amore, l’universo, il matrimonio. “Se provo queste cose qui vuol dire che non lo amo più”. Non è vero! Nel matrimonio le cose si susseguono con una rapidità incredibile mezz’ora prima andrei dall’avvocato, e mezz’ora dopo sono a letto con lui.
Il matrimonio è anche fatto così. L’ambivalenza vuol anche dire: tu sei buono ma sei anche cattivo, mi vuoi bene ma mi fai anche soffrire. Delle volte capisci bene e delle volte non capisci un tubo. Delle volte mi ami come io desidero, delle volte non ci riesci.  Ambivalenza vuol anche dire ammettere che il marito possa avere un comportamento ch non mi sarei mai spettato da lui. Vi capiterà un sacco di volte, se accetto l’ambivalenza, se sono abbastanza matura, accetto l’immagine di mio marito che mi dà oggi di se stesso, e faccio morire tutte le immagini, tutto quello che ho pensato di mio marito fino ad oggi.  La sera delle nozze siamo già diversi; dopo un mese, dopo un anno, dopo tre anni la vita ci cambia un po’. Non profondamente ma ci cambia... Allora la coppia che va bene è la coppia che cambia. C’è la coppia che si aggiusta in continuazione sul cambiamento reciproco. Invece noi cosa diciamo? “Ma io ti pensavo diverso” “ma sono cambiato” ; uno non può essere come era cinque anni prima. E questo in assoluto è il test più grande dell’amore, che chi ama cambia. C’è la persona che ama, e la persona che dice: “per fare andare bene il mio matrimonio io mi sono cambiata, ribaltata, ho begato, ho pianto, ho rivoluzionato l’universo”, questa è la persona che ama.
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Belotti

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