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Siamo spenti ma possiamo riaccenderci...

Quello che ci circonda ogni giorno fa la differenza, la bellezza, la natura è qualcosa a cui aspiriamo davvero tutti: quel contatto con il mondo che abitiamo, con quello che c’è fuori dalla finestra, con il paesaggio italiano (non quello astratto ma quello vero, fatto di monumenti, piazze, strade, città, parchi, colline, ville, borghi, castelli, giardini storici, campi, laghi, fiumi) con la voglia di ricostruire il nostro giardino-paese, di riprenderci i nostri tesori (testimonianze di storia, cultura, arte) è la via che può darci quella marcia in più per riaccendere un motore che ha già in sé tutto il necessario per poter ripartire. Si tratta solo di individuare quel filo sottile quasi invisibile che però ha la capacità e la potenza di legarci tutti insieme in un unico ideale e questo significa credere in un unico progetto, che, per il solo fatto di crederci e di amarlo tutti insieme, ci rende più felici. Ma quale progetto, direte voi? Se dovessimo fare una ricerca e stabilire una classifica per capire quali sarebbero gli ideali a cui uomo aspira di più, mi viene subito da pensare che la prima cosa è, dopo l’amore, perché l’amore è più importante, la bellezza del proprio habitat. Una bellezza che non può certo essere limitata dai soli metri quadrati che misura un appartamento, perché il vero appartamento non è in casa ma è fuori, dove la gente si incontra e scambia una parola, un saluto. Insomma, ciò che voglio farvi capire è che i tempi sono maturi per ribaltare completamente questo nostro apatico sistema di vita e questo lo si può fare soltanto se tutti combattiamo per la stessa idea e cioè per la bellezza delle cose, dove la verità di ciò che vive non ci viene rivelata nè dai governi nè dai politici nè dai delinquenti che ci circodano, ma dalla vita stessa della natura che non può essere abbandonata nè tantomeno massacrata come hanno fatto fino adesso uccidendo in un colpo solo il lavoro nei campi, l’agricoltura, l’artigianato, e quindi l’arte...
Tutti noi sognavamo un mondo migliore che i politici e i malfattori ci hanno spento. Però noi possiamo riaccenderci e combattere per la ricostruzione di quel giardino dorato che era l’Italia quando venivano da ogni parte del mondo per apprezzare il nostro paese. Potevamo vivere di turismo, avevamo un patrimonio che nessuna Cina poteva e potrà mai copiarci. Però noi possiamo ricostruirlo perché è di questo che abbiamo bisogno, per non sentirci slegati l’uno dall’altro... Utopia? Forse ma se non sperassimo in questo avrebbe poco senso anche la nostra vita. Io voglio esserci, voglio dare il mio contributo per un mondo migliore, lo dobbiamo fare tutti e se non per noi, almeno per i nostri figli e nipoti. Buone feste.
Gianluca Boffetti

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