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Ciao Citro

Ciao Daniele, come stai? Sarebbe bello potertelo chiedere come se nulla fosse successo.
E invece... Quel maledetto 21 giugno un incidente stupido ti ha portato via per sempre, lasciandoci tutti quanti increduli di fronte ad un fatto tanto sconvolgente da apprendere quanto doloroso da portarsi dentro giorno dopo giorno, una volta capito che è successo davvero.
Davvero la vita può essere spazzata via all’improvviso, davvero oggi ci sei e domani chi lo sa. Certo nessuno, io compresa, mai ci saremmo aspettati che ad un certo punto, dopo anni trascorsi insieme - perché si, è da quando ero poco meno di una ragazzina, forse anche prima, ma non me lo ricordo, che ti conosco, come fossi un pezzo di puzzle della mia vita, oltre che il miglior compagno di avventure di mio fratello al quale manchi e mancherai molto - ci avresti lasciato a soli 34 anni. Sono sicura che nemmeno tu te l’aspettavi. All’inizio è stata la rabbia a prendere il sopravvento, perché si, queste sono cose che innanzitutto fanno arrabbiare. Poi la rabbia ha lasciato spazio al dolore; al solo pensiero mi viene da piangere per quanto la vita possa essere dolorosa in certi momenti.
Mi sei apparso in sogno una notte, mi hai fatto capire che stai bene, che non vuoi che soffriamo per te, ma è impossibile. Eri tu, in tutto il tuo essere e nella tua folle allegria. Sono contenta però, dopotutto, di averti potuto rincontrare li.
L’ultima immagine che ci hai dato di te non era delle migliori e per fortuna, grazie anche a questo sogno, riesco a ricordarti bello e sorridente.
Ovviamente il pensiero va anche ai tuoi cari genitori, a tuo fratello, a sua moglie e alla tua nipotina. È molto difficile per loro non averti più accanto e dover accettare la tua assenza.
Se puoi, cerca di star loro vicino.
Un sacco di persone ti volevano bene e te ne vogliono ancora. Al tuo funerale la Chiesa era piena e guardare nel volto tutti i tuoi amici e in gran parte anche miei, mio fratello compreso, spezzava il cuore, davvero, perché tutti insieme eravamo uniti per te, nell’incredulità per la tua scomparsa e nel dolore nel cercare di accettare che questa è la realtà.  Ebbene si, hai perso la vita in un incidente in moto, tu che la moto ce l’avevi da tempo, mi ci avevi anche invitato una volta e forse una volta ci sono salita, mah, non ricordo.  In un incrocio tanto stupido, di paese, dove mai avremmo immaginato potesse accadere un fatto tanto irreparabile. Tu, così pieno di vita e sempre con mille idee per la testa, con il tuo modo di essere che negli anni è rimasto tale, un po’ spensierato e un po’ quasi fanciullesco-adolescenziale, perché del resto un po’ giovane tu volevi sempre rimanere, nonostante anche tu le responsabilità da “adulto” avevi dovuto assumertele ad un certo punto e ti riusciva anche bene, a giudicare dalla pizzeria che tanto apprezzavano le persone del paese e non solo.
Ma secondo me il tuo essere rispecchiava la tua voglia di rimanere sempre un po’ ragazzino, senza pensare a certe noiose responsabilità che il mondo adulto vuole, ad un certo punto, accollare ad ognuno di noi. In fondo eri un ribelle in questo, ma anche un maestro per questa tua visione.  Manchi tanto Daniele, manchi solo al pensiero che non ci sei più, che non è possibile rincontrarti dove era normale farlo, che chissà dove sei ora e che questa tua scomparsa ci obbliga a non vederci più, a non crescere ed invecchiare insieme, a non ritrovarsi alle solite occasioni, ma che via via il tuo ricordo vivo ci costringerà a dimenticarti; sia chiaro, non a dimenticarti nel vero senso, questo sarà impossibile, ma a non averti vicino, parte della nostra vita e dell’amicizia che condividevamo.
Continuerai a venirmi alla mente quando sentirò le tante canzoni che mi fanno pensare agli anni in cui uscivamo con la tua fiat tipo, dove ascoltavamo musica “cattiva” come i System of a Down, i Rage Against The Machine; quando sento loro, mi vieni in mente te. Potrei scrivere di tanti ricordi, di molte canzoni che inevitabilmente mi fanno pensare a te, ma per adesso custodisco tutto nel mio cuore, con dolore, e quando c’è l’occasione saranno questi a tenerti vivo durante le chiacchierate con persone che come me, ti volevano bene e ti portano dentro.
Ovunque tu sia spero un giorno ci rincontreremo tutti e che il tempo trascorso distanti sarà invisibile perché la vita che scorre in qualche modo ci ha tenuto sempre vicino, ci terrà sempre vicini, dentro il nostro cuore, la nostra vita, i nostri ricordi e il nostro futuro. Un saluto da quaggiù, proteggici, stammi bene e cerca di non lasciarci. Un saluto triste, ma pieno di affetto e di vicinanza a te.  
CIAO CITRO

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