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Ryan konnen sie mir helfen? Ryan puoi aiutarmi? (12^ parte)

-Vuoi stare qui o preferisci andare a dormire?- mi chiese Ryan, gli risposi:-No, non voglio andare a dormire con quelle persone… Sempre che siano persone. Preferisco stare qui!- :-E morire di freddo?- mi chiese :-Fosse solo il freddo ad uccidermi, trionferei di gioia. Ci vuole ben altro perché io muoia-. Ryan mi fissò e, vedendo che lo fissavo anche io senza dare segno di stanchezza o di freddo alzò le sopracciglia e si diresse verso il dormitorio. Poco dopo fu di nuovo fuori:-Ti prego va a dormire-. Brontolando mi alzai e mi diressi verso la camerata femminile. Non riuscii comunque ad addormentarmi, ero terrorizzata. E pensare che potevo essere una di loro! La mattina mi alzai velocemente dal letto non appena sentii la veglia delle quattro, mi lavai e indossai la divisa nazista. Mi precipitai nella saletta del piano di sotto e vidi Ryan illuminato da una lanterna ad olio che stava fumando un sigaro:-Come mai non scende nessuno a fare colazione?- mi guardò e inspirando il fumo del sigaro mi rispose:-La tua scena dolorosa fatta questa notte ha dato la possibilità ai miei colleghi di dormire un po’ di più e comunque non si alzano mai alle quattro del mattino-. Feci una smorfia di comprensione:-Tu come mai sei qui tutto solo a fumare un sigaro?- gli chiesi :-Avevo voglia di fumarmi un sigaro. E qual è la tua scusa nuova SS?- :-Eva se non ti dispiace. Non sono riuscita a dormire-. Ryan scosse la testa, lo fulminai e lui smise immediatamente di scuotere la testa con il sorriso stampato sul viso. Mi offrì il sigaro, feci una smorfia di disapprovazione, ma poi ripensandoci mi dissi “Devo essere forte e devo provare tutto, non che sia una prova molto consistente, ma era comunque una prova”, :-Voglio provare- dissi, Ryan mi guardò in modo molto strano e sorridendo mi porse il sigaro, lo presi e aspirai fortemente. Cominciai a sentirmi soffocare e la gola cominciò a bruciarmi. Tossii fortemente, Ryan cominciò a ridere :-Che schifo!- esclamai. Mi porse un bicchiere di acqua che bevvi velocemente. Stavo posando il bicchiere sul tavolo quando una SS fece eruzione nella saletta del pian terreno urlando in tedesco:-Shnell! Shnell!- Ryan spense immediatamente il sigaro e si alzò velocemente raggiungendo il soldato che uscì. Uscii anche io. Ryan mi venne vicino e mi disse che dovevamo andare al campo maschile. Il mio cuore batté. “Perché di nuovo in quel campo? Il comandante John voleva riferire a tutti le SS che per un’illusione ottica aveva consegnato loro una ragazza destinata ad essere una prigioniera?” Il pensiero dei bambini bruciati vivi quella notte mi sembrava già un ricordo lontano. Ora la mia preoccupazione era di nuovo la mia sopravvivenza! Non c’era tempo di pensare a queste cose, dovetti mettermi subito in fila e correre verso il campo. Arrivati vicino al cancello del campo, cercai di attirare l’attenzione di Ryan, ma fu tutto invano. “Ryan, accidenti! Guardami!” pensai. Dopo che la SS aprì il cancello noi tutti ordinati ci dirigemmo verso il comandante John che aveva appena finito di fare la selezione e gli facemmo il saluto hitleriano. John chiamò anche i suoi SS a sé, poi si avvicinò a Ryan e gli sussurrò qualcosa  all’orecchio e Ryan appoggiò gli occhi su di me. “No! Non avrà detto ciò che temo vero?” chiedevo a me stessa. Ryan annuii a ciò che John gli aveva sussurrato nell’orecchio. :-Ora- disse John -vi ho convocato per…- nei pochi secondi in cui egli riprese il fiato, io mi sentii svenire “Forza John! Ci hai convocato per cosa?” pensai, :-Hier ist, was mit Verrätern! (Ecco cosa succede alle traditrici!)-.

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