NewEntry.eu - Robe di una volta... comizi elettorali
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Robe di una volta... comizi elettorali

AVANTI O POPOLO ALLA RISCOSSA...
BIANCO FIORE SIMBOLO D’AMORE...
Comunisti e democristiani: COMIZI ELETTORALI.

Bandiere dappertutto. Gigantesche fotografie ed enormi ritratti appesi agli attoniti, imparziali e indifferenti tigli che coronavano la strada principale. Già dal primo pomeriggio, del giorno fissato, altoparlanti fisse e mobili su mcchine diffondevano in continuazione inni e inviti a partecipare. Arriva la sera. Carabinieri che presenziavano e rallentavano il traffico. Chi transitava doveva fare il minor rumore possibile, c’era il rischio di essere additato come provocatore e potevano essere guai: l’atmosfera era elettrizzata. L’oratore, dopo essere stato presentato, saliva in piedi su un tavolo appositamente preparato e coperto da un panno rosso o bianco a seconda dello schieramento politico organizzatore dell’incontro.
COMPAGNI... AMICI...
Chi non era di turno ascoltava da lontano seminascosto od origliava dalle finestre semiaperte tenendo la stanza al buio. Ogni tanto partiva una salve di applausi dai sostenitori entusiasti ritti e fermi attorno al tavolo.
Nelle piccole pause, che il comiziante si prendeva per bere un goccio d’acqua, partivano urla laceranti: BRAVOOO!!!!!
Noi vogliamo che..................SIII!!! SIII!!!.
Noi non vogliamo che............NOOO!!!NOOO!!!.
Fra il tripudio di applausi capitava di sentire in lontananza qualche fischio. Tutte le teste contemporaneamente si giravano verso la sua provenienza. Aleggiava nell’aria un sospetto che veniva confermato dall’espressione degli occhi dei presenti: non sbagliavano mai e sicuramente si sarebbero vendicati alla prima occasione.
Il comizio terminava sempre con uno slogan di grande effetto: grida di consenso e mani spellate. L’oratore balzava a terra e tutti attorno a complimentarsi. Riprendevano gli inni e le canzoni. Noi ragazzi assistevamo distratti arrampicati sulla fontana muta ed indifferente testimone. Quasi sempre, a fine comizio, si verificavano accese discussioni fra appartenenti a partiti diversi che solo grazie alla presenza delle forze dell’ordine non degeneravano in vere e proprie liti. Le votazioni iniziavano alle sette di domenica mattina però già da sabato sera era proibito alle osterie di somministrare alcolici: rischio chiusura del locale. La prima tornata elettorale, dopo il referendum vide primeggiare il partito comunista.
Nella terza ebbe la maggioranza la democrazia cristiana. Mi ricordo perché abitavo già in questo paese. Fecero una settimana di festa: suonarono persino le campane.
M.Venturini

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