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Spiazzi di Gromo o detti anche Spiazzi di Boario

Spiazzi di Gromo (anche Spiazzi di Boario) è una località facente parte della frazione Boario del comune di Gromo (BG), e si trova in Val Seriana.
Territorio
La località Spiazzi si trova a est del comune di Gromo, ed è posta a circa 1.200 m s.l.m.
Dalla frazione di Boario (situata a circa 900 m s.l.m.) con alcuni ripidi tornanti la strada continua la salita e dopo poche centinaia di metri si iniziano ad incontrare le prime villette e palazzine di villeggiatura che compongono Spiazzi di Gromo. Da quel punto, e per i successivi due chilometri, la strada è nella sua quasi totale lunghezza accompagnata da un continuo sussegguirsi di villette a schiera, bassi condomini e ville, sino ad arrivare al culmine finale della strada, a circa 1.300 metri s.l.m., nel largo Piazzale Avert dal quale partono gli impianti di risalita.
Alcune strade secondarie si staccano lungo la via Spiazzi; le prime portano al nucleo originario di Spiazzi di Gromo, chiamato San Bernardino dalla omonima e minuscola chiesa posizionata a lato di una piccola mulattiera. Questo borgo è completamente composto da cascinali e case in pietra e ardesia, alcune con porticati e pavimenti in pietra levigata.
La successiva diramazione, via Roccolo, porta all’imbocco del sentiero della Val Sedornia (e da lì, con un tragitto di parecchie ore, sino al rifugio Curò sul Sentiero delle Orobie) e a un gruppo di ville edificate nei primi anni settanta. Le successive due diramazioni portano una alla vecchia e abbandonata colonia per orfani di La Spezia, che ha funzionato per venti anni circa, la seconda verso il nucleo più vecchio delle case di villeggiatura di Spiazzi, la zona della Pineta; tale zona era originariamente nota come “strada dei dottori” data la presenza di alcuni medici tra i proprietari delle ville.
Questa diramazione parte dalla via Spiazzi col nome di via Pineta, all’altezza del bivio del Residence Tezza e percorre una strada, completamente immersa nei boschi del Monte Redondo, tagliando la Valle dei Mulini (così chiamata per la presenza di un minuscolo torrente che nei secoli passati alimentava alcuni piccoli mulini) e snodandosi tra alcune ville costruite dalla metà degli anni sessanta in poi. Un successivo bivio immette nella via dei Legni, che svolta repentinamente verso ovest e discende in maniera ripida verso il fondovalle. È la zona più umida dell’intero borgo e soffre di una forte carenza di ore di sole tutto l’anno, particolarmente durante il periodo invernale.
Salendo più in alto sulla via Spiazzi si trovano altre due diramazioni stradali, una che serve un piccolo agglomerato di villette e palazzine e l’altra che porta verso la zona dei Bares, formata dall’omonimo complesso edilizio e dalle ville del complesso Biancaneve. La via Spiazzi prosegue poi portandosi in piano incrociando l’Albergo Vittoria, il confinante Piazzale Turani (ora rinominato Piazzale Papa Giovanni XXIII) e riprende poi a salire ripidamente, verso l’ultimo piazzale ove si trova l’Hotel Spiazzi, un bar, la “Scuola Sci Spiazzi” e, come già ricordato, gli impianti di risalita.
Storia
Un’altra strada, pedonale, collega Gromo con Spiazzi; si tratta della cosiddetta mulattiera. Il sentiero lastricato che per secoli ha costituito l’unica via tra il fondovalle, le malghe, le cascine di Spiazzi e le poche case di Boario. È totalmente percorribile ancor oggi anche se in più punti viene attraversata dalla strada asfaltata. La strada tra Gromo e Boario venne costruita negli anni quaranta, ma da lì sino a Spiazzi vi era solo la mulattiera.Negli anni cinquanta e primi anni sessanta la zona iniziò ad essere frequentata da alcuni villeggianti milanesi; alcuni proposero di sviluppare l’area degli Spiazzi. Venne così costruita la strada da Boario sino all’arrivo odierno, la diramazione per la zona delle ville e alcuni costruttori del luogo su commissione di proprietari milanesi, iniziarono ad edificare alcune ville (alcune di esse sono ancor oggi di proprietà delle stesse famiglie, a distanza di più di 40 anni) e l’Hotel Spiazzi.
Subito dopo venne costruito il Ristorante Chalet Fernanda e pochi anni dopo l’Albergo Vittoria, seguito da tre minimarket. Per alcuni anni vi fu anche un distributore di benzina che però venne chiuso alla fine degli anni settanta. Durante questi anni si costruirono prevalentemente ville e villette a schiera, sovente con tetti in ardesia e parte dei muri esterni in pietra locale o di fiume, oppure rivestite interamente in legno.
Tutto questo ebbe fine ad inizio anni settanta, quando alcune grosse società immobiliari edificarono complessi di condomini, scollegati dall’architettura alpina del luogo. A metà degli anni novanta, per via di una minor richiesta e di una maggior consapevolezza delle amministrazioni comunali, vennero fermate ulteriori nuove costruzioni.
La situazione odierna vede alcuni degli enormi prati che diedero il nome al luogo, gli “spiazzi”, salvi dalle cementificazione e collegati tra loro e posti nella zona degli impianti di risalita. Un laghetto per l’abbeveraggio delle mucche che ogni estate pascolano sui vicini pendii punteggia il più meridionale dei due grandi spiazzi.
Fonte:Wikipedia

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