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Questo mare di inconsistenza...

Mi immagino già come saranno i documentari storici su di noi: un’ora e mezza di riprese di un gruppo di amici a mangiare una pizza, ognuno che messaggia col cellulare per conto suo, il massimo dell’interazione ridotto a: “Oh, guarda questo post su Facebook!”. I nostri nonni ci raccontavano della guerra, di vere amicizie, di sacrifici, di affetto e noi, di cosa parleremo? Spero che non verremo etichettati come “L’era della superficialità”. E allora cosa racconteremo alle generazioni future della nostra gioventù? Diremo che la nostra era la guerra della leggerezza: più il tuo corpo e il tuo cervello sono leggeri meglio è. Siamo dei contenitori che hanno paura di restare vuoti, spinti a riempirsi di spazzatura per sentirsi soddisfatti. Tutto ciò che è importante sapere è quale colore va di moda quest’anno e quante calorie contiene un cracker, perché se sei troppo grasso non sei nessuno.
In questa nuova società digitale si deve sorridere sempre, anche quando non se ne ha voglia, anche quando i problemi ti sommergono: vogliamo mica che gli altri ci considerino noiosi, o addirittura troppo profondi! Spero che i nostri nipoti, a loro tempo, avranno imparato la futilità del nostro modo di vivere, che capiranno che in realtà eravamo solo ragazzi normali che tentavano di avere un posto in un modo troppo veloce. Ho ancora speranza che non sarà solo la leggerezza del nostro essere a viaggiare nel tempo, che sarà ricordato anche chi ha tentato di tenersi a galla in mezzo a questo mare di inconsistenza. Ho chiesto ai miei amici cosa racconteranno loro ai propri nipoti e mi hanno colpito una risposta in particolare: “Racconterò di essere sopravvissuta a una società tanto arida e ormai incattivita, in cui i rapporti sono effimeri e passeggeri ma comunque non ho mai smesso di cercare le cose autentiche, nonostante molti amici mi abbiano voltato le spalle in tanti momenti difficili. Racconterò di aver imparato a godermi la quotidianità, apprezzando le piccole cose, di essere stata a lungo un po’ inibita dalle mie paranoie ma che crescendo ho superato. Racconterò che è importante l’autoironia, guardarsi allo specchio e ridere dei nostri difetti che altrimenti ci sembrerebbero troppo grandi.”

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