NewEntry.eu - QUASI UN TESTAMENTO DI UN NONNO CHE SPERA E CHE NON VORREBBE ESSERLO STATO PER CASO

QUASI UN TESTAMENTO DI UN NONNO CHE SPERA E CHE NON VORREBBE ESSERLO STATO PER CASO

IL SENSO DELLA VITA: riflessioni di un’anima che ha fretta.

Ho scoperto che ho meno tempo per vivere, da qui in poi, rispetto a quello che ho vissuto fino ad ora. Mi sento come un bambino che ha ricevuto in regalo una scatola di dolci: i primi li ha mangiati con piacere ed un pizzico di ingordigia, ma quando si accorge che ne sono rimasti pochi, comincia a gustarli intensamente.Non voglio più perdere tempo inutilmente: basta arrabbiature per futili motivi sapendo che nulla sarà raggiunto. Non più accanite ed interminabili discussioni che lacerano l’anima e lasciano solo l’amarezza nel cuore.Osservare, capire e riflettere godendo di quei momenti che prima consideravo poco importanti. Il mio tempo è troppo breve: voglio l’essenza, la mia anima ha fretta. Non ho più molti dolci nella scatola. Odio la frase: vado in quel posto per perdere un po’ di tempo. NO!!! Il tempo non si deve perdere: ogni minuto va vissuto.Notte strana. Mi sveglio di soprassalto. Mi sento assalito da una inspiegabile frenesia: un’irrefrenabile fretta di comunicare. Una forza quasi disumana mi strappa dal letto e mi scaraventa a cavalcioni della mia Lettera 35 ed inizio una spasmodica galoppata a ruota libera. Nella mente sento martellarmi il pensiero che da giorni mi tormenta e non mi concede un attimo di pace. Ho la necessità di sradicarmelo dal cuore.Mi fa impazzire e devo svuotare l’anima gridandolo: SONO STATO DISTRATTO. SI’....NELLA MIA VITA SONO STATO IMPERDONABILMENTE DISTRATTO. 

Finalmente l’ho urlato: potrò ancora rimediare in qualcosa? Riconosco di non aver impegnato al meglio i talenti che il Creatore mi aveva affidato ed un giorno dovrò rendergliene conto.

Ecco il motivo assillante della frenesia di comunicare: cercare di rimediarvi, almeno in parte, nel tempo che mi resta. Penso di avere un solo modo: lasciare delle testimonianze per i miei nipoti ed anche per qualcun altro che si degnerà di leggerle. Semplici consigli che spero gli possano essere utili: ci tento.
Amica Lettera 35 non essere impaziente, mi trovo in un momento particolare della mia vita, cerca di essermi utile ad esternare tutto ciò che ho immagazzinato, però se ti accorgi che esagero o esco dall’argomento, ti prego fammi un segno, uno squillo con il campanellino di fine corsa e mi arresto immediatamente.
Ripeterò fino alla noia: non siate distratti ragazzi. Vivete la vita..
AGGREDITELA, non lasciatevi trascinare, correte con essa. Consideratela come una casa, costruite giorno dopo giorno solide fondamenta perché nessuna tempesta traditrice vi faccia crollare.
CERCATENE continuamente il senso, non permettete che un solo giorno si spenga senza che vi abbia lasciato un’impronta, positiva o negativa non importa, ma fate in modo che alla sera vi accorgiate di aver vissuto.
USATE gli occhi per guardare ma abbiate la capacità di vedere con il cuore e l’anima.
NEL REALIZZARE i vostri obbiettivi incontrerete falsi amici e subdoli consiglieri ma anche amici veri: siate capaci di distinguere gli uni dagli altri, vi aiuterà a crescere.
SIATE DISPENSATORI di sentimenti veri, perché ricordatevi che chi risparmia sui sentimenti rimane sempre povero.
IMPEGNATEVI con tutte le vostre forze per essere artefici del vostro destino perché esso non fa visite a domicilio: andatelo a cercare.
CIRCONDATEVI di persone corrette e sincere, lottate contro le ingiustizie perché sta scritto che se i giusti non si oppongono: sono già colpevoli.
COSTRUITEVI capacità di diagnosi e sintesi, formatevi culturalmente per essere in grado di discernere e pontificare, abbiate basi ed idee vostre ma in qualsiasi situazione fate in modo che il vostro discorso sia migliore del vostro silenzio: o tacete.
VI INVITO a ponderare, se volete, queste poche regole che sicuramente vi potranno essere d’aiuto nella vostra vita:
Prima di parlare: ASCOLTA.
Prima di criticare: ESAMINATI.
Prima di scrivere: PENSA.
Prima di arrenderti: TENTA.
Prima di discutere : RESPIRA.
Se vuoi essere felice: rendi felice qualcuno.
Se desideri ricevere: dona un po’ di te.
LA FELICITA’ è vivere accettando le condizioni della VITA. Confronta la tua FELICITA’ con quello che hai e non con quello che PENSI ti manchi.
RICORDATEVI che il segreto della felicità è la libertà e che il segreto della libertà è il coraggio. Cambiare idea, qualunque idea, se non per motivi di meschina utilità, è solo sintomo di superiore intelligenza. NORMALE E UMANO è il volersi bene ma tenete presente che l’eccessivo amor proprio è il più pericoloso dei consiglieri.
SIATE SEMPRE disponibili verso gli altri, fatevi molti amici veri, ma non scordatevi del proverbio che recita: è meglio un nemico conosciuto che un amico per forza.
CERCATE di essere umili, non servitori, perché la presunzione e l’arroganza sono cattivi suggeritori.
CI VUOLE CORAGGIO per lottare contro la forza ma a volte ce ne vuole di più per confessare la propria debolezza.
NON CERCATE mai di giustificare comportamenti che travalichino il buon senso.
ORA CHE STATE per salire sul palcoscenico della vita come protagonisti, non dimenticate mai che l’uomo forte è colui che può, a volontà, bloccare la comunicazione fra sensi e pensiero.
CERCATE DI VIVERE vicino a persone che sappiano ridere dei propri errori e che non siano gonfiate dai loro trionfi: è l’essenziale che fa valer la pena di vivere.
TENETEVI INFORMATI, siate curiosi, non sottovalutate nulla, costruitevi una base culturale che vi darà il piacere di confrontarvi: l’ignoranza è la peggiore delle povertà. Una casa senza libri è come un corpo senza un’anima.
GIUSTO poter dire quello che si pensa, ma è altrettanto doveroso pensare a ciò che si dice.
PRIMA DI FORMARE dei giudizi o di trarre delle conclusioni, specialmente se riferite a persone, analizzate con mente libera l’insieme dei fattori perché è evidente che quando il sole tramonta anche l’ombra di un nano si allunga.
NON SIATE DISTRATTI cercate di percepire i bisogni, non solo materiali, di chi vi circonda perché spesso le persone, per dignità, evitano di chiedere aiuto. Se saprete accendere una fiaccola nei momenti bui di qualcuno: non sarete vissuti invano.
E POI....E POI... per ultimo ma non ultimo: è molto facile lasciarsi coinvolgere, innalzarsi e sentirsi volare spinti dalle adulazioni, vere o più delle volte false che siano, prendetele sempre con le pinze perché spesso e volentieri rappresentano la sconfitta dell’intelligenza e del buon senso: l’uomo alla mercé delle adulazioni è un uomo esposto al ridicolo.
MI PERMETTO di oltrepassare la linea che mi ero prefissato, con un pensiero per chi l’adolescenza l’ha già superata e calca la scena della vita con tutta l’esuberanza che l’età concede:
NON SI DIVENTA VECCHI perché ci piovono addosso un certo numero di anni, si diventa vecchi perché si sono abbandonati i propri ideali. Mentre gli anni solcano la pelle, gli ideali solcano l’anima.
GIOVANE rimane colui che è capace di stupore e meraviglia come un bambino insaziabile che continuamente si domanda: E POI ?
RIMARRETE GIOVANI finché vi conserverete ricettivi a ciò che è bello, buono, grande ed ai messaggi della natura, dell’uomo e dell’infinito.

Mi sento sereno: ho quasi soddisfatto la mia frenesia di comunicare, spero di aver rimediato in qualcosa ma non mi stancherò di ripetere: ogni attimo della vita va vissuto, non solo lasciato trascorrere. A tal proposito, per chiudere questo mio spero utile sfogo notturno, vi annoio ancora per qualche minuto e vi racconto il sogno che ho fatto in una delle poche notti durante la quale sono riuscito a dormire più del solito: mi sono trovato catapultato davanti al Creatore (spero sia il più tardi possibile) era seduto sopra un trono tutto d’oro dal quale emanava una luce talmente potente che a fatica riuscivo a percepirne la presenza. Era posto davanti ad un enorme portone con uno dei battenti aperto e dall’interno usciva una musica dolcissima mista ad un coro di voci che penso nessun orecchio vivente abbia mai sentito. Inginocchiato e con gli occhi abbassati ho allungato entrambe le braccia con le mani aperte mostrandogli i talenti che mi aveva affidato molti anni prima.....NON LI HAI USATI!!!! - mi sentii apostrofare da una voce profonda confusa dalla musica.....SONO ANCORA GLI STESSI CHE TI AVEVO CONSEGNATO......il burbero rimprovero fu accompagnato da una folata di vento che mi fece vacillare, sembrava il rombo di un tuono. Rimango stordito e con gli occhi pieni di polvere, sempre rivolti a terra, riesco a farfugliare....lo so....lo so.... sono stato distratto....però...però... PERO’ COSA... il vocione mi fece di nuovo tremare. Però....riuscii a far uscire dalla gola con le corde vocali quasi paralizzate.... mi sono accorto troppo tardi....risposi balbettando....ma mi sono accorto ed anche amaramente pentito e ho cercato di rimediare prodigandomi, nel tempo che mi era rimasto, nel trasmettere a tutti quelli che ho potuto contattare, soprattutto i miei nipoti, il verbo che la vita va vissuta pienamente esortandoli a non essere distratti. Pronunciate queste poche parole, tutte d’un fiato, e quasi biascicate, per parecchi minuti regnò un silenzio che definirei paradisiaco e sempre con le mani aperte e la fronte che toccava il suolo, sono rimasto in attesa del verdetto. Sbirciando con un solo occhio, vidi che dalla metà del portone rimasto aperto era uscita un’alta figura con una veste tutta bianca, una lunga barba ed i capelli bianco grigi con riflessi azzurro cielo che gli scendevano lungo le spalle e nelle mai stringeva un mazzo di chiavi. Sembrava sospeso su una nuvola. Contemporaneamente risentii la voce tuonante che diceva rivolgendosi al nuovo venuto:
PIERO.....LASO PASA’ CHEL CIANCOL CHE,
EL SE’ PENTIT E LE’ STAT ANCHE SINCER......
In quel mentre mi sono svegliato e così non seppi come sia andata a finire, ma per alcuni minuti mi sembrò di sentire ancora la sublime musica ed il celestiale coro. Nell’aprire con fatica gli occhi ebbi l’impressione di essere ancora accecato dalla potente ed immensa luce che il trono irradiava. Seduto sul letto, scuotendo la testa e toccandomi per accertarmi di essere ancora in questo mondo di lacrime, mi sono fatto l’augurio che il mio pellegrinaggio su questa terra possa, ripeto il più tardi possibile, terminare proprio così. Però ho i miei fondati dubbi. Ho un’anima che ha fretta. Penso però di averla un poco tranquillizzata. Mi è rimasta la fretta di vivere con l’intensità che solo la maturità avanzata sa dare. Ho fretta di recuperare per far in modo che quando aprirò le mani davanti al Creatore, i talenti che gli mostrerò si siano raddoppiati a dimostrazione del mio impegno e possa così strappargli un sorriso. Non intendo sprecare più nessuno dei dolci che mi son rimasti nella scatola, sono certo che li gusterò più di quelli che ho mangiato fino ad ora. Un obbiettivo mi è rimasto ed è l’unico che mi rende sereno: mangiare l’ultimo dolce soddisfatto ed in pace con i miei cari nella speranza che i miei nipoti si ricordino che non hanno avuto un nonno solo per caso. Ci illudiamo di avere più vite ma l’ultima inizia quando ti rendi conto di averne solo una. Sicuramente ciò che ho scritto qualcuno le considererà banalità scontate e retorica inutile e noiosa: penso sia in errore. Tengo a precisare che non tutto ciò che ho espresso proviene dal mio mulino, ma si apprezzi almeno la pazienza e la volontà che ho avuto nel raccogliere soffi di vita e perle di saggezza e mettere insieme il tutto come in una macedonia ed offrirla, senza pretese, a chiunque voglia assaggiarla. Ora ti rimetto la copertina e ti ringrazio amica Lettera 35, puoi ritornare ai tuoi sogni.
Mario Venturini

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